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Debauchery as a fine art

Raggiungiamo il Rock’n’Roll quando già risuonano nel locale gli accordi stradaioli dei torinesi Hollywood Killerz, appena saliti sul palco e già protagonisti di un intenso set visibilmente apprezzato dai loro non pochi fan presenti. Ad una buona dose di attitude la band affianca un sound a metà strada tra i Motley Crue ed i Buckcherry, per una quarantina di minuti tutto sommato apprezzabili.

I pochi minuti necessari per sgombrare il palco e permettere ai roadie un veloce sound-check consentono all’attrazione della serata di guadagnare lo stage senza farsi troppo desiderare. Stiamo naturalmente parlando di Michael Monroe, che chiuso definitivamente il glorioso capitolo degli Hanoi Rocks si è circondato da una all-star band che una volta tanto è davvero tale: Ginger dei Wildhearts e Steve Conte dei New York Dolls alle chitarre, il fido Sam Yaffa degli Hanoi al basso e Karl “Rockfist” Rosqvist (Danzig) alla batteria. E scusate se è poco.

Monroe è a parere del sottoscritto uno dei migliori front-men che il genere abbia mai espresso, un autentico animale da palcoscenico fatto della stessa pasta di cui sono fatti i Mick Jagger e gli Steven Tyler di questo mondo, e selvaggio ai limiti dell’autolesionismo come l’Iggy Pop dei tempi migliori. Circondato, tra l’altro, da elementi neanche troppo da meno.

Il tour è naturalmente orientato alla promozione del nuovo, consigliatissimo disco “Sensory Overdrive”, un concentrato di energia stradaiola dall’animo punkeggiante che trova ampio spazio in scaletta con ben 6 brani, tra cui vale la pena citare “Trick Of The Wrist”, “Got Blood” e “Modern Day Miracle”, il trittico che apre lo show. A fianco dello scatenato Monroe, efebico nel fisico ma non nell’attitudine, si agita un Ginger dal volto pittato black-metal style ed un Sam Yaffa che fa quasi strano non vedere in tenuta Hanoi rocker. Steve Conte appare leggermente più tranquillo e francamente più propenso ad ammiccare con le ragazze che abbondano in prima fila che non a lasciarsi andare alla sana arte del throwing-shapes.

Nuovo disco a parte, la scaletta viene facilmente riempita con brani del passato di Monroe che ben si adattano al sound del nuovo disco. Ampia la rappresentanza di pezzi dal (purtroppo) unico album del progetto Demolition 23, con menzione d’onore per la mitiche “Hammersmith Palais” e “Nothing’s Alright”. Non poteva poi mancare il giusto tributo agli Hanoi con l’immancabile “Malibu Beach Nightmare”, la classicissima “Motorvatin” ed una “Back To Mistery City” da urlo. Per il gran finale il buon Michael abbandona il microfono e si appropria della batteria, lasciando a Ginger due minuti di gloria ed il fronte del palco per una scatenatissima “Blitzkrieg Bop” che manda tutti a casa con il sorriso stampato sul volto ed una sana voglia di rivederli in azione.

Trick Of The Wrist
Got Blood
Modern Day Miracle
Motorvatin’
Hammersmith Palais
’78
Nothing’s Alright
Not Fakin’It
Superpowered Superfly
Bombs Away
Love Song
Machine Gun Etiquette
Dysfunctional
Back To Mistery City
Malibu Beach Nightmare
Dead Jail or Rock’n’Roll
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I Wanna Be Loved
Life Gets You Dirty
Blitzkrieg Bop

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