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    Debauchery

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Poche idee fanno il disco piatto

“Rockers And War” è un titolo che, bisogna ammettere, assolve alla funzione teorica di ben introdurre il contenuto del sesto lavoro in studio di questi cinque mattacchioni tedeschi con la fissa del sangue e delle donnine. Con assoluta consapevolezza e schematizzando il sentiero da sempre battuto, producono un disco del tutto spezzato in due: sei tracce a base di un death vigoroso ma dalle estese aperture di tastiera (a volte addirittura epiche, come nel caso di “Honor And Courage”) e dagli azzeccati assoli, cinque tracce di un hard rock che è di fatto una brutalizzazione semplice e senza trucco di AC/DC, Airbourne (“Demon Lady” grida vendetta) e simili, in maniera non lontana da quanto già è stato fatto, ahinoi, dai Six Feet Under. Tra le due sezioni comunque la musica non perde di compattezza, in quanto ruota sempre intorno alla voce gutturale del frontman Thomas, sempre riconoscibilissima e d’impatto.

Il giochino si rivela semplice e divertente per diversi ascolti, dopodichè il cd finisce di buon diritto nel cestone degli ascolti meno che occasionali. È chiaro che i Debauchery si sono divertiti nel fare quest’album e si faranno pure quattro risate nel riproporlo dal vivo, essendo gente che non si prende troppo sul serio (lo facessero anche altri!). Il problema è che oggigiorno un disco solamente divertente non lo compra nessuno, almeno per quel che riguarda la musica con un certo livello di dignità.

Saper suonare ha poco significato se si persevera nella volontà di essere derivativi al 90% e a tutti i costi; a questo punto tanto varrebbe cambiare mestiere. I Debauchery sapranno anche divertenti, ma il loro è uno di quei dischi che per pigrizia non si va neanche a estrarre dalla custodia pure nel frangente in cui potrebbero sembrare adeguati, ossia in un momento particolarmente annoiato delle nostre giornate.

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Contro

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