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    Decadence

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Fucilata

Quarta fatica in studio per la band svedese di death-thrash capitanata dalla bionda e rocciosa Kitty Saric e il risultato è buono anche stavolta. L’etichetta cambia, ma la musica proposta no.

Il focus della musica dei Decadence si forma nell’affiancamento della voce growl e delle ritmiche assai sostenute alla melodia di cui le chitarre sono costantemente alla ricerca. Una formula usata e abusata, certo, ma che la band dimostra di saper maneggiare. Menzione di merito ad esempio per i vari bridge (“Out Of Ashes”), per alcune intro e attacchi (“Point Of No Return” e “Strenght Of Mind”), nonché a numerosi passaggi (“Be Home When I’m Gone”). Tutto ciò caratterizza i pezzi molto più che strofe al fulmicotone o ritornelli.

L’appiattimento dell’ascolto, insidia frequente nella musica estrema, viene quindi in parte schivato grazie a queste trovate. La stanchezza durante lo scorrimento del disco è comunque sempre un rischio: la proposta musicale dei Decadence è chiaramente indicata per dare il massimo nella dimensione dal vivo e nell’headbang sfrenato.

“Chargepoint” è un buon disco del suo genere, nulla di più e nulla di meno.

La potenza da sola vale ben poco e per fortuna i Decadence ci aggiungono alcuni ingredienti ben selezionati. Tuttavia “Chargepoint” non si discosta dal precedente “3rd Stage Of Decay” e le canzoni non dimostrano di aver guadagnato in ricchezza e varietà compositiva.

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Contro

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