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DEDO: il suo nuovo “Cuore Elettroacustico” ve lo raccontiamo track by track [ESCLUSIVA on LOUDVISION]

Prendendo spunto dalle liriche di Elio, dai colori di Gazzè per passare all’estivo incedere dei fiati senza tralasciare le liriche ciniche e irriverenti e una sottile denuncia verso un potere ed un popolo che lo asseconda. Si intitola “Cuore Elettroacustico” il nuovo disco di Dedo, attualmente in tour con Gazzè. Maz Gazzè che ritroviamo nel brano “Taggami il nervo dell’amore”, Faso che troviamo invece nel brano “Piango alla TV”. E già da questi titoli direi che lo ska mode di Dedo prenda una direzione testuale ben precisa. Si ride a tratti ma si pensa tanto. In rete il video ufficiale del singolo “Resta Sul Divano”. In esclusiva su LoudVision vi raccontiamo il disco traccia per traccia:

Dedo, “Cuore Elettroacustico” brano per brano

Attendi solo un po
Apre la tracklist il brano che con sonorità elettroniche ed acide racconta di un amore inaccessibile e tormentato.

Dicono        
Il secondo brano parla di quello che la gente dice e sente dire, dei luoghi comuni che ci martellano e che, radicandosi nelle menti più fragili, generano paure e diffidenze nello straniero, nel diverso. Ci stiamo abituando alla bruttezza? Proviamo a fare esercizio di compassione, se il nostro cuore batte, se respiriamo e sogniamo, non possiamo restare insensibili alle stragi silenziose che ci circondano e a chi, disperato, bussa alle nostre porte.

Inverno maledetto
Con questo pezzo Dedo torna sul tema dell’amore malinconico e impossibile, velato da una nostalgia simile alla saudade cantata dai brasiliani.

Taggami il nervo dell’amore – (Feat. Max Gazzè)
L’egocentrismo da social network è il tema di questo brano. La dipendenza dai “tag” e dai “like” viene declinata in musica, con un brano ironico e divertente che prova a raccontare le tragicomiche nevrosi dei nostri tempi. Qui canta e suona il basso Max Gazzè.

Resta sul divano
È una narrazione dedicata alla TV e al potere che questa ha di alterare letteralmente la nostra coscienza e di deprimere il pensiero critico.  Oggi siamo bombardati da distrazioni di ogni genere, sostanze e condizioni create per trasformare il modo in cui interpretiamo e percepiamo la realtà. Non ci serve più pensare, perché c’è chi pensa per noi, al nostro  posto, meglio di noi ed il richiamo dello schermo è per noi irresistibile e letale.

Non è difficile
Racconta i disagi delle nuove generazioni che faticano a trovare spazio per i loro sogni e le loro idee in un paese dove la gerontocrazia regna sovrana. Nonostante ogni sforzo per fare “la cosa giusta”, i giovani si sentono ignorati in un mondo che impedisce loro di spiccare il volo.

Ti manci ‘u quagghiu
È un brano in dialetto, come di consueto in ogni album del musicista siciliano. Certe storie possono solo essere raccontate nella propria lingua d’origine per capirne al meglio l’essenza…

Piango alla TV – (Feat. Faso)
Rappresenta un’altra critica a tuttotondo al mondo della televisione spazzatura e del dolore, ad un certo giornalismo che non informa, ma che, al servizio del potere, omette, insabbia o, peggio, disinforma. Falsi esperti ed opinionisti da marciapiede riempiono i palinsesti di una TV generalista ormai al tramonto, ma che non rinuncia al suo ruolo di manipolatrice della realtà. Brano impreziosito dal basso di Faso.

Euro da mare
Nell’ambito di una critica semiseria dei tempi moderni non poteva mancare un brano sull’Euro. Con questo, Dedo riflette su come la nuova moneta ci sia stata imposta dall’alto e senza alcun referendum, ma sopratutto sul fatto, che ancora non è chiaro, se questa abbia portato realmente ricchezza e stabilità o recessione ed impoverimento.

Il ballo del maiale ingrifato
Ultimo brano, uno strumentale che resetta l’album da una eventuale seriosità.  La storia di un maialino in calore che non trova la compagna e corre all’impazzata…

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