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Deer Tick: Brevi ma intensi

Avevamo ascoltato poco tempo fa il loro nuovo disco (che ci è pure piaciuto).
Ora i Deer Tick sono presissimi dal tour, ma noi siamo riusciti a fargli qualche domandina su “Negativity”, sulla carriera e…

Perché avete scelto questo titolo per l’album? Che significato ha per voi?
Beh, sicuramente perché quell’aggettivo si applica a ogni canzone sull’album. Ma è anche un po’ concettuale in termini matematici. Uno può pensare alla tracklist come “Negative One”, “Negative Two”, “Negative Three”… Il disco è disegnato per funzionare sia dall’ultima alla prima traccia, a ritroso, sia dalla prima all’ultima, in avanti. Così come -3 può funzionare molto similmente a un 3 in un’equazione.

Da dove avete preso maggiore ispirazione?
Dalla quotidianità e dalla nostra vita, semplicemente.

C’è qualche artista contemporaneo a cui guardate con ammirazione, in particolare?
Sì, abbiamo degli ‘eroi’ specifici, ma sarebbe un po’ lunga elencarli.

Qual è il pezzo secondo voi meglio riuscito tra questi ultimi dodici?
Senza ombra di dubbio “Big House”. L’abbiamo scelto come brano di chiusura perché ci sembrava il più consono ed efficace.

Ho apprezzato molto “Mr. Sticks”: è riferita a qualcuno di reale?
Sì, mio padre.

Per ultima, una domanda politica anche per voi. Ma questo shutdown statunitense…?
Direi che è molto, ma molto imbarazzante come situazione. Il fatto che i capostipiti del nostro governo non riescano a gestire in modo umano e collaborando tra loro il nostro paese con successo, davvero, ci lascia senza parole.

Li ringraziamo per queste brevi dichiarazioni, sperando che dopo il tour riescano a riposarsi a modo.

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