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  • Delain: April Rain

    Delain

    Data di uscita: 27-03-2009

    Loudvision:
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Il progetto diviene band

Diamine, ma la title track di questo “April Rain”, che non casualmente dischiude il lavoro, è bellissima! Aprono gocce di pianoforte, poi dentro chitarra e tutto il resto, le ariose tastiere del malaticcio ex Within Temptation Martijn Westerholt supreme protagoniste, e infine la voce tanto serena e carezzevole di Charlotte Wessels. Via con strofa e subito ritornello con cori che prendono all’istante. Era da qualche tempo che non si sentiva un brano tanto catchy ma anche tanto attraente all’interno di un genere, il cosiddetto symphonic metal, che nei pezzi immediati, tastierosi, dal basso impercettibile e cantati da donne fascinose ha la sua delicata bandiera.

Ampio spazio alla voce della super rossa di turno, raddoppiata, triplicata in studio, libera di sfogarsi tra i relativamente lunghi silenzi della chitarra distribuiti in tutti i brani. I ritornelli sono sempre al centro e non di rado azzeccati, semplici, trascinanti in un vortice di musicalità (“Go Away” è travolgente . La produzione meticolosa si nota in ogni singola composizione e l’utilizzo della chitarra somiglia molto a quello riscontrabile nei Nightwish: strappi di potenza, assoli brevi e melodici e per il resto ritmo senza pretese, come testimonia ad esempio “Virtue And Vice”. E proprio Marco Hietala compare nelle tracce, peraltro pregevoli, “Control The Storm” e “Nothing Left”.

“On The Other Side”, simile ad un luccicante torrentello di montagna, è addirittura sorretta da un vero violoncello. Diversi brani esibiscono poi la carta vincente di intro di tastiera lente ed atmosferiche ma per nulla pesanti, tant’è che il piano è sempre preferito a timbriche più oscure di strumenti quali organo o altri più bassi. Anche un brano come “Start Swimming” che, partendo in questo modo, non decolla mai di potenza, conserva un fascino proprio e crea una carica di atmosfera davvero notevole. Infine, “I’ll Reach You”, la semi-ballad del platter, carina nonostante i suoi richiami agli Evanescence, pregio o infamia che sia.

Pochi dubbi, il metal sinfonico e easy-listening trova nuovi alfieri nei Delain. Certo, è possibile che questi prodotti stanchino dopo ripetuti ascolti, ma le sfaccettature musicali dei brani proposti sono lì per essere godute una ad una.

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