Home > Recensioni > Demetra Sine Die: Council From Kaos

Fosco

La stranezza di questo disco è di immediata individuazione. Il mix. Nella fattispecie la produzione di questa band genovese, affidata a Tommy Talamanca (Sadist), manifesta degli equilibri davvero anomali, con un binomio di batteria e basso che giganteggia su tutto il resto, mentre il trattamento della voce (che di per sé non è entusiasmante) è alterno e troppo poco omogeneo. Niente di sbagliato, anzi per certi versi le scelte artistiche di Talamanca intrigano, ma non ci sembra che il pacchetto musicale offerto dai Demetra Sine Die potesse sposarsi con una così complessa interpretazione di produzione. Il discorso sonoro richiama in parte i vecchi The Cure, molto enigmatici ed oscuri, trovando moderne (ma scarne) leve nei pattern ritmici cari ai Tool. Questa l’insalatona dove le tastiere di Talamanca (stavolta in versione guest musician) sono il gustoso aceto balsamico che guarnisce il piatto e le linee vocali di Marco Paddeu il grumo di sale che necessita di un tempestivo bicchiere d’acqua. Il risultato è commestibile ma non poi così gradito. Per nulla alternative, non troppo dark né fortemente metal, “Council From Kaos” finisce per insabbiarsi nonostante le doti ritmiche. Qualcuno l’aveva già detto: la potenza è nulla senza il controllo.
La scarsa intellegibilità dell’idea artistica non può che far naufragare questo prodotto in acque stagnanti.
Non bastano le tette per farsi notare (non sempre almeno).

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