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I demoni ci sono ma la magia se n’è andata

Tra impegni dei Blind Guardian e degli Iced Earth, ci sono voluti ben cinque anni ad Hansi Kursch e Jon Schaffer per mettere insieme il materiale per un nuovo album dei Demons & Wizards. La volontà di non lasciare come esperimento isolato il debutto del 2000 si è scontrata con la doverosa precedenza da assegnare ai gruppi principali. Tra un impegno e l’altro il duo riesce a dar vita a un lavoro apprezzabile anche se nettamente inferiore al predecessore. Le strutture dei brani si sono fatte ancora più semplici e lineari ed è scomparsa buona parte dell’aura cupa e dei riferimenti folkeggianti che caratterizzavano “Demons & Wizards”.
Da un punto di vista lirico Kursch ha tratto ispirazione dalla saga fantasy di Stephen King “La Torre Nera”. Un lavoro più diretto e senza tanti fronzoli dunque, ma che riesce a mantenere un suo carattere: un brano come “Crimson King”, per esempio, con i suoi cori, il suo inizio epico e la ritmica serratissima (una caratteristica che attraversa l’intero disco) va dritto al bersaglio. Peccato per la sensazione di déjà-vu che si coglie qua e là in pezzi come “Seize The Day” o “Beneath These Waves”, troppo debitori rispetto a classici del rock anni ’70. Decisamente fuori luogo poi la cover (dignitosa) di “Immigrant Song” dei Led Zeppelin, con cui l’album si chiude in modo posticcio. Nel complesso “Touched By The Crimson King” resta un lavoro onesto e godibile, del quale è però difficile dire se ne sentisse l’esigenza.

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