Home > Rubriche > Eventi > Denis Villeneuve — Footage da Blade Runner 2049

Denis Villeneuve — Footage da Blade Runner 2049

Abbiamo incontrato Denis Villeneuve, arrivato a Roma per presentare un footage tratto dal suo attesissimo e segretissimo “Blade Runner 2049”, sequel del film culto diretto da Ridley Scott nel 1982 e ambientato nel 2019.

Del footage, naturalmente, non possiamo parlare, ma l’impressione è che la sequenza di scene, più o meno scollegate, mostrate oggi non rivelino granché (e giustamente) sulla trama del film: sapevamo già che ad interpretare il protagonista sarebbe stato Ryan Gosling, potevamo immaginare che questo protagonista avrebbe dovuto scoprire qualcosa (parliamo di un thriller, no?), che non sarebbe stato facile, e che a un certo punto sarebbe comparso lui, il Deckard di Harrison Ford. È stato però interessante avere un assaggio dell’approccio visivo adottato da Denis Villeneuve per entrare in un mondo così iconico come quello di “Blade Runner”.

«Mi ci sono voluti mesi per dire sì al progetto – racconta Villeneuve – ma del resto fare cinema è un’arte, e non può esistere arte senza rischio. Può sembrare arrogante ciò che sto per dire, ma credo che “Blade Runner 2049” sia il mio miglior film. E, per quanto mi riguarda, si tratta di un film unico, non il primo di una nuova serie di sequel. Sono consapevole che, se dovesse avere successo, potrebbero prendere in considerazione l’idea di produrne altri, ma non è una mia responsabilità».

Villeneuve dice di essere un grande appassionato di fantascienza letteraria e fumettistica come «apertura verso l’ignoto» (il suo film più recente, lo ricordiamo, è “Arrrival”), e di portare nel cuore il “Blade Runner” di Ridley Scott come uno dei motivi che hanno determinato il suo amore per il cinema e, più tardi, la decisione di diventare un regista.

«È frustrante essere qui oggi a parlare con voi sapendo che non avete potuto vedere il film intero, ma comprendo i timori della produzione riguardo alla possibile diffusione di spoiler. Noi registi lavoriamo anni per creare suspense, non capisco proprio questa smania di svelare e rovinare quindi l’effetto finale che il film deve avere sul pubblico».

Lasciamo quindi che a parlare del footage, e in generale di ciò che possiamo aspettarci da “Blade Runner 2049”, sia proprio il suo regista.

Con “Blade Runner 2049”, spiega Villeneuve, torneremo in un mondo che conosciamo già, «un mondo che ha preso forma cinematografica grazie alla visione di Ridley Scott, una visione bellissima, affascinante, ma anche da incubo. Il mio 2049 ne rappresenta un’estensione: il clima è cambiato, l’ecosistema è collassato, gli abitanti della Terra sono ormai dei sopravvissuti. Un gigantesco blackout ha anche distrutto gran parte dei vecchi dati digitali, così l’agente K interpretato da Ryan Gosling deve affidarsi a strumenti analogici per le sue indagini. Nel mondo di “Blade Runner 2049” ogni dettaglio è stato definito minuziosamente, persino le comparse sono state scelte una a una».

Come dicevamo, più che gli indizi sulla trama, del footage ci hanno colpito gli aspetti visivi e cromatici: «In questo senso, il lavoro fatto nel film di Ridley Scott rappresenta una pietra miliare dal punto di vista cinematografico ed estetico: quel buio, quel fumo, quella nebbia… La differenza maggiore, nel mondo creato da me e dal direttore della fotografia Roger Deakins, è la presenza della neve, perché i forti cambiamenti climatici hanno portato temperature più basse. Quindi abbiamo tanti momenti dominati dall’oscurità, ma anche la luce, il bianco e l’argento hanno grande rilevanza nel film. E poi c’è il giallo, un colore che associo all’infanzia».

E la CGI? «Quando si gira un thriller futuristico, la computer-generated imagery ha ovviamente un ruolo importante. Preferisco però che gli attori possano recitare e interagire all’interno di set il più possibile reali. Non amo proprio il green screen, il colore stesso mi priva di energia!».

Scroll To Top