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Dente: Gran Band Epilogo Tour a Brescia

Dente (nome d’arte di Giuseppe Peveri), reduce dal fortunato tour di “Almanacco Del Giorno Prima”, sceglie Brescia per inaugurare, venerdì 14 novembre, il “Gran Band Epilogo Tour”, una manciata di date sparse per tutta Italia (con un cameo parigino) volte a riassumere quanto successo nella sua carriera dal 2006 ad oggi. Oltre alla formazione standard, il cantautore fidentino ha deciso di farsi accompagnare sul palco da una sezione di fiati, ri-arrangiando, per l’occasione, alcuni dei suoi pezzi di maggior successo.

Noi di Loudvision c’eravamo: a voi la cronaca di questa serata speciale ed emozionante, come solo le prime volte sanno esserlo.

Scalpitanti ed impazienti, peggio degli innamorati al primo appuntamento, arriviamo alla Latteria Artigianale Molloy di Brescia con largo anticipo: c’è aria di sold-out e desideriamo accaparrarci i posti migliori.

Inganniamo l’attesa facendoci scaldare dall’atmosfera cordiale del locale e dalle note de Il Sindaco, il nuovo progetto del musicista bresciano Fabio Dondelli (ex Annie Hall), un cantautorato ben fatto, condito da testi intelligenti e mai banali. La folla si fa sempre più fitta e approfittiamo del cambio palco per spostarci al primo piano del locale ed osservare la situazione dall’alto. Rimaniamo colpiti dalla romantica scenografia allestita per l’occasione: alle spalle dei musicisti, la gigantografia della superficie lunare di “Almanacco Del Giorno Prima” rivisitata in toni tenui e alcune lampade che, come uno sciame di lucciole, si accendono e spengono ad intermittenza.

Dopo pochi istanti, quasi per magia, ecco apparire l’affascinante ciuffo di capitan Dente: lui e la band sono pronti a condurci all’interno di questo sogno musicale e scelgono “La presunta santità di Irene”, per salutare il pubblico bresciano e dare il via alle danze. “Pensiero Associativo” e il recente singolo “Chiuso dall’interno”, sono cantate a squarciagola dai presenti, così come “A me piace Lei” e “Giudizio Universatile”. Dente si muove a suo agio sul palco, scherza con i musicisti e il pubblico – ormai ai suoi piedi- ; non perde nemmeno l’occasione per lanciare uno sguardo malizioso (e una battuta spiritosa) in direzione di una signorina dalla gonna un po’ troppo corta, “Mi fai perdere la concentrazione!” – esclama poco dopo divertito.

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Una “Stella” in chiave funk si fa largo ancheggiando, seguita a breve distanza da “Canzone Pop”, resa ancor più trascinante dal sapiente arrangiamento di Enrico Gabrielli e,  nonostante il musicista non sia presente all’esibizione, Dente invita il pubblico a ringraziarlo, compiacendosi per lo splendido lavoro.

In tema di omaggi, il buon Peveri rivolge un saluto anche all’amico Federico Fiumani, rileggendo “Verde” dei Diaframma, in maniera così toccante da meritarsi un’ovazione. “Dovete applaudire di più i miei pezzi, non che quelli degli altri!”, non perde l’occasione di aggiungere con una risata, mentre le luci di scena sfumano dal verde ai toni aranciati.

La cena d’addio” sembra congedare il cantautore, ma è solo un’impressione momentanea: non passano due minuti e il ciuffo malandrino risale sul palco, pronto a far palpitare i cuori. In un bis trascinante, sfodera l’intensa “Baby building” – che esegue in versione intimista, armato solo di chitarra – la quanto mai rockeggiante “Quel mazzolino“, per concludere in dolcezza con “Beato me” e “Vieni a vivere“, che diventa un dolcissimo inno sulle labbra di tutti.

Con “un’anice in bocca” e un sorriso sulle labbra, salutiamo Brescia e Dente, certi che le vere emozioni non finiranno mai.

 

Scaletta: 

– La presunta santità di Irene

– Pensiero associativo

– Chiuso dall’interno

– L’amore non è un’opinione

– A me piace lei

– Giudizio universatile

– Scanto di sirene

– Stella

– Sole

– Canzone pop

– Remedios Maria

– Invece tu

– Al Manakh

– Un fiore sulla luna

– La settimana enigmatica

– Buon appetito

– Da Varese a quel paese

– Verde

– Saldati

– La cena di addio

Encore: 

 

– Baby building

– Quel mazzolino

– Beato me

– Vieni a vivere

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