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  • Departure Ave.: All The Sunset In A Cup

    Departure Ave.

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Four boys, one cup

Il titolo non si riferisce a una roba brutta che suscita reazioni tipo così.
I Departure Ave. sono, al contrario, una giovane band formatasi in quei di Roma lo scorso anno, con idee cristalline su cosa sia e come si faccia l’indie rock.

Non parliamo del solito piattume, bensì di commistioni che arrivano a toccare il pop, principalmente, ma anche qualcosina di math (“27b” è il palese paradigma a nostro avviso). La scelta di inserire nella strumentazione rock- oltre ai synth- il clarinetto dà un tocco sofisticato all’insieme, senza che si finisca col pensare ai radical chic.
La voce maschile, pacata e discreta, rimane sempre in completa armonia con ciò che le sta dietro.

E uno potrebbe pensare che non siano nemmeno italiani.

Già dal primo impatto si capisce che Lorenzo, Andrea, Luigi e Giulio di musica bella ne hanno ascoltata e da essa hanno imparato quanto necessario per produrre a loro volta un lavoro degno di nota.
Questo disco dimostra che non bisogna strafare per attirare l’attenzione; magari lo capissero tutti.

Pro

Contro

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