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  • Departure ave.: Yarn

    Bomba Dischi / none

    Data di uscita: 24-01-2015

    Loudvision:
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Spegnete le luci, serrate le finestre, prendete un paio di cuffie e al momento giusto schiacciate play. In una parola, isolatevi. Ci vuole l’atmosfera giusta per predisporsi all’ascolto di “Yarn”, il secondo lavoro in studio della band romana Departure ave..

Quando un album arriva a coinvolgermi totalmente (non accade spesso), non posso fare a meno di descriverne gli effetti su di me. Quello che si dovrebbe tentare, invece, è un’analisi  non dico oggettiva, ma quanto meno misurata. Meglio attenersi  al copione e cercare di descrivere “Yarn” per quello che è  (o per quello che suona). Vogliamo dare il via alle danze?

Psichedelia, jazz rock, post rock e slow core. E potrei anche continuare. Queste sono solo alcune delle caratteristiche di un disco contaminato da stili diversi tra loro, senza risultare artificiosamente enciclopedico. Al contrario, i Departure ave. ci dimostrano come, pur essendosi abbuffati avidamente di musica  “nineties”, si siano mantenuti fedeli ad una personale vocazione creativa. Se già i titoli delle canzoni hanno un’attrazione quasi erotica (chi non andrebbe a scoprire come suonano pezzi denominati  “Miles D.” e “Tokyo Blues”?),  i singoli brani rappresentano delle perle uniche. Gli strumenti (compresa la voce, che ha un timbro particolare) dialogano tra loro in perfetta alchimia, conferendo un suono onirico che sembra generato da profondità abissali e ignote. Sorprende ancora di più pensare che la maggior parte dei pezzi siano delle improvvisazioni  “rimaneggiate” (alcune jamming, come “Nyabinghi”, sono state addirittura lasciate allo stato brado).

Pur restando (sfortunatamente) nell’anonimato, i Departure ave. hanno la capacità e l’ispirazione per andare oltre, molto oltre. Probabilmente in pochi li ricorderanno, come accade sempre a chi cerca di non restare fedele alle convenzioni. Internet è un ottimo strumento per ovviare a questo problema. Perché si sa, è un niente ed il capolavoro te lo ritrovi sotto gli occhi. E non c’è bisogno che siano i Muse. Basta l’ultimo dei Departure Ave..

 

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