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DEPRODUCERS live a Bergamo, report live e scaletta

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Il 18 ottobre i DEPRODUCERS si sono esibiti al Teatro Creberg di Bergamo. Il concerto fa parte di Bergamoscienza 2019, festival scientifico nato nel 2003 che si pone come obiettivo quello di rendere la scienza accessibile a tutti. Mentre Bergamoscienza lo fa tramite conferenze, incontri e workshop, i DEPRODUCERS decidono di farlo attraverso la musica. Il progetto, nato dall’incontro di quattro produttori e musicisti: Max Casacci, Riccardo Sinigallia, Vittorio Cosma e Gianni Maroccolo, questa volta, attraverso la musica, parla delle origini e dell’evoluzione della vita sulla Terra.
Per il progetto DNA il professor Telmo Pievani, filosofo-evoluzionista, diventa a tutti gli effetti il quinto membro della banda (con il percussista Simone Filippi come il sesto e l’art director e l’autore della parte visual Marino Capitanio come settimo). Dietro le quinte il progetto vede anche la collaborazione del professor Pier Paolo di Fiore, consulente scientifico e coautore dei testi.
A primo colpo d’occhio questo connubio musica-scienza può sembrare difficile da digerire ed indirizzato ad un pubblico molto preciso – l’esibizione di Bergamo ci mostra però che non c’è niente di più sbagliato di quel pressupposto: tra il publico, accanto ovviamente i professori ed i gruppetti dei secchioncelli bergamaschi, ci sono praticamente tutte le altre categorie di spettatore – le famiglie con dei figli, i fan di Subsonica di Casacci, appassionati di prog, di musica elettronica e, in generale, gente curiosa di tutti i tipi ed età.
Gli interni del Creberg sono piuttosto freddi ed industrali, una strana via di mezzo tra un teatro (visto il sipario rosso clasicissimo) e un polo fieristico (visto le strutture in metallo e l’acustica particolare degli spazi). Il pubblico occupa quasi tutte le poltroncine rosse della ampia platea del teatro e applaudisce ogni tanto con riservatezza, non perché non si diverte abbastanza ma perché il contesto del teatro chiaramente ci intimidisce un po’.
La scaletta del concerto è pressoché uguale alla tracklist del disco (DNA, uscito 5 aprile 2019 per Al-kemi Records), unica scelta possibile visto che si tratta di un progetto unico, un concept. Parte tutto, qualche minuto dopo le 21 (se parliamo dell’evento) oppure più di 4 miliardi di anni fa (se vogliamo essere più in tema) con Abiogenesi ovvero l’origine della vita. Dopo passiamo alla Storia compatta della vita dove i DEPRODUCERS paragonano tutta la storia dei organismi viventi a un anno del calendario gregoriano.
Dopo il brano sale sul palco il narratore del progetto, Telmo Pievani, con l’intervento su Darwin e sulle origini della nostra specie. Grazie alla sua capacità di storytelling e chiarezza del linguaggio quello che apparentemente poteva sembrare la parte più difficile da comprendere diventa fruibile per tutto il pubblico. In questo connubio musica-scienza i cinque musicisti sono la parte emotiva, professor Pievani invece quella razionale e visto che tutto è perfettamente bilanciato, funziona alla grande. Gli interventi di Pievani sono spiritosi, di lunghezza giusta, universali nel linguaggio e quindi comprensibili per il pubblico comune e non troppo naive per i scienziati presenti in sala. Alla fine, durante l’esibizione di Serendipità, giusto per completare la sua trasformazione in vero e proprio membro del gruppo Pievani diventa addiritura un musicista suonando il xilofono insieme al gruppo.
Chiamare lo spettacolo dei DEPRODUCERS un concerto a questo punto sarebbe sminuire l’esperienza immersiva alla quale siamo sottoposti. Tutto merito anche della direzione artistica e visualizzazioni di Marino Capitanio. Su uno grande schermo rettangolare sopra le teste dei musicisti si susseguono delle immagini ipnotiche della vita che nasce: le cellule che si dividono, la composizione del DNA, le trasformazioni da una specie all’altra… Dal buio del palco illuminati da quattro punti luce (che durante lo spettacolo cambiano colore) emmergono i quattro membri principali del gruppo con i solo strumenti e console. Peccato un po’ per il batterista, Simone Filippi, sempre così nascosto, in penombra, anche se si sente benissimo – forse si poteva dargli leggermente più importanza.
Dopo quasi un’ora e mezza arriviamo al gran finale. Il progetto DNA non è solo un pretesto per educare alla gente sulle nostre origini. È anche una collaborazione con la Fondazione AIRC per la Ricerca del Cancro. Nel suo intervento finale Telmo Pievani arriva alle origini del cancro in quanto errore dell’evoluzione, egoismo cellulare (le cellule che solitamente sono “programmate” per collaborare o autodistruggersi nel caso del pericolo cominciano a comportarsi in modo anomalo e diventano un pericolo per tutto l’organismo). Infine, per dare la prova di quanto quello del cancro è un problema che ci riguarda sempre di più Pievani chiede di alzarsi in piedi a tutti che, durante le loro vite hanno dovuto combattere contro un cancro o in una delle battaglie simili ha perso/rischiato di perdere qualcuno. Insieme a me si alza circa 90% della platea e ancora adesso se ci penso mi vengono i brividi.
Tutto questo però non per farci andare a casa depressi ma per avvicinarci alla ricerca dell’AIRC e al concetto di Serendipità – il tema dell’omonimo brano finale dello spettacolo. Il concetto di serendipità proviene da una fiaba persiana e significa una scoperta felice avvenuta in un modo puramente casuale, come per esempio quella di Cristoforo Colombo che mirando alle Indie ha scoperto l’America. Le scoperte “serendipiche” sono frequenti anche sul campo della medicina (basta menzionare la penicillina, i raggi X o, banalmente, il viagra) e chissa magari un giorno una di queste ci porta la cura definitiva per il cancro. Così, come simbolo della speranza, ci viene richiesto l’ultimo sforzo di quella sera – di alzare le torce dei cellulari e illuminare gli spazi del teatro.
Ancora una volta i DEPRODUCERS hanno dato la prova che è possibile mischiare linguaggi, parlare della scienza con la musica in un modo affascinante e a portata di tutti senza ricadere nell’ingenuità e semplificazioni. Dove la qualità incontra il contenuto di solito nascono cose belle, ed è stato così anche in questo caso.

Setlist:
1. Abiogenesi
2. Storia compatta della vita
3. DNA
4. Caso e necessità
5. Suite cellulare in 4 movimenti
6. L.U.C.A. (Last Universal Common Ancestor)
7. Cancro
8. Serendipità

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