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  • Destruction: The Curse Of The Antichrist – Live In Agony

    Destruction

    Data di uscita: 25-09-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Cracked Brain

Ci voleva un doppio disco dal vivo per rendere giustizia ad uno dei pilastri del thrash europeo, i tedeschi Destruction. “The Curse of the Antichrist-Live in Agony”, che si presenta a noi con una copertina adeguatamente violenta, è un ottimo best of live da cui qualunque novizio del genere potrebbe iniziare per conoscere questo trio di sudici metallari old-school “true” fino alle (doppie?) punte di ogni capello.

In realtà, il prodotto qui in esame non è costituito da un intero concerto registrato dall’inizio alla fine, bensì da spezzoni di live tenutisi in parte al Wacken 2007 e in parte a Tokyo. Quello che conta è però che i classici della band ci siano tutti, senza esclusioni, con tanto di alcuni estratti dall’ultimo, come sempre riuscito, “D.E.V.O.L.U.T.I.O.N.”.

Il trio di Lörrach riesce a comunicare in queste 22 tracce, se ascoltate ovviamente col volume adatto, tutto il marasma sonoro che una thrash metal band di livello è in grado di fare nella sua dimensione naturale, quella live per l’appunto. È una musica con pochi compromessi: o ci si abbandona al vortice di “ignoranza” metallica che vien fuori dalle casse, saltando e agitandosi (chi più chi meno), o si rischia l’implosione del cervello. L’unico appunto che si potrebbe muovere a questo lavoro, volendo, è il volume di registrazione del pubblico, a tratti troppo basso, cosa che in certi momenti toglie tensione all’ascolto. Il rovescio della medaglia, comunque, è che in questo modo i pezzi proposti dalla band si possono godere senza troppe urla e imprecazioni a sporcarli ulteriormente.

“Live In Agony” contiene musica che non è per tutti e che mai lo sarà. Sapendolo, Schmier e soci continuano imperterriti sulla stessa strada.

Semplicemente, questo live è un eccellente prodotto di thrash metal canonico. Prendere o lasciare. Le migliori tecniche di registrazioni conferiscono il giusto smalto alle canzoni ad una band-animale da palcoscenico che di moderno non ha proprio nulla. Questo matrimonio, inutile dirlo, riesce perfettamente.

Pro

Contro

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