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  • dEUS: Following Sea

    dEUS

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Gesù di Antwerp

1994, 1996, 1999, 2005, 2008, 2011, 2012.
Non sono numeri casuali, bensì gli anni di pubblicazione dei lavori della band belga dEUS, capitanata dall’ormai quarantenne Tom Barman. Cosa non va nella progressione? Gli ultimi due elementi sono pericolosamente vicini.

Sì, perché stavolta al gruppo le cose sono uscite di getto e “bisognava mandarle in giro finché erano ancora fresche”, come i membri stessi hanno confermato. Il background di rock alternativo rimane, pizzicato talvolta dal funk (vedi “Girls Keep Drinking”) e reso cinematografico dai momenti di parlato (“Quatre Mains” capolavoro).

C’è anche l’accento del belga che si esprime in inglese suscitando una garbata ilarità, ma fondamentalmente questo LP è da prendere sul serio.

Il brano d’apertura è una roba indescrivibile, per fortuna ne hanno fatto il video per poter rendere leggermente più fruibile il concetto.
I dEUS sono stati, sono tuttora (e si spera saranno in futuro) capaci di grandi cose, questo è il messaggio che arriva ascoltando “Following Sea” da cima a fondo, sebbene qualcuno possa additare la fretta della foga artistica.
Per noi è tendente all’8.

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