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Il morso del gentil sesso

Si fanno sempre più largo i pool al femminile ringhiosi e cattivi.
I Devil’s Gift non sono, tuttavia, gli Arch Enemy riciclati. Lennon Murphy, ideatrice del progetto e scrittrice di musica dal 2001, ha inteso realizzare piuttosto un progetto ad ampio respiro, sconfinando tra il metal, l’hard rock ed il thrash/death.

Con la mano di Jason Suecof in sede di composizione e di produzione, la giovane statunitense ha irrobustito una vena che, da solista, è sempre stata più flessa e morbida: in tal modo si sono spontaneamente combinate una base melodico-mainstream e sonorità più intransigenti.

L’alta tensione passa attraverso i tredici cavi del debutto della neonata band, senza bisogno di gruppi di continuità. L’anticonformismo americano, in questo, può valere a fideiussione: tutt’altro che stereotipizzazione del suono e del sesso. Maschio, come poche volte si è sentito. Tra screamin’ e growl, la Lennon caccia fuori le palle degli occhi diabolici, a cui allude la rappresentativa cover art. Pur con il politically correct di una buona melodia, che torna sempre a casa soddisfatta.

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