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  • Devocka: Perché Sorridere?

    Devocka

    Data di uscita: 01-01-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Se penso a cosa c’è sotto poi io non mi sento bene

L’album “Perché Sorridere” è pungente e di impatto, con una sezione ritmica molto decisa.

Si ascolta questo bell’album e vengono in mente tante band italiane, in primis i Csi (con “Pane”, su tutte), ma anche gli Infarto Scheisse (la voce angosciata e il controcanto urlato) e, in alcuni tratti, ciò che agli Infarto è più lontano, i La Crus (a causa dei testi bilanciati simmetricamente e delle linee melodice, come in “Altre 10 Volte”) ma anche i mai dimenticati Estra, per le immagini disturbate e caotiche che i brani rievocano e il cantato che a volte è quasi una sfida.
Per non dimenticare i Rossovivo, i Super Elastic Bubble Plastic e Il Teatro degli Orrori (non citeremo qui il produttore e chitarrista ospite Giulio Favero), per una importazione chitarristica della band, i cui pezzi ordinatamente si dipanano guidati da un riff e dalle sue variazioni (vedi “Medved”).

L’album dei Devocka non resterà nei secoli dei secoli, ma una volta messo sul piatto viene voglia di ascoltarlo tutto, anzi, di riascoltarlo di nuovo. È energico, schizoide, con testi che dipingono affreschi e li lasciano a metà, spetta a chi ascolta rifinire i contorno e capire la storia. Ci sono interessanti crescendo come in “Altre 100 Volte”, storie noir grottesche come quella narrata in “Piero” e suggestioni filmiche, al di là dei rimandi espressi nei testi, anche nelle melodie, con “Corri” che raffigura una vera corsa a perdifiiato, con un sottofondo di cuore impazzito, che fa pensare alla corsa a perdifiato di Cary Grant in “Intrigo Internazionale”.

Il gruppo sta facendo la sua strada, mette insieme psichedelico, noise e rock, riuscendoci a volte grandiosamente, a volte diventando un po’ banale, seppur sempre godibile.

Citando il film “L’Odio”, ma anche la canzone “Corri”, fino qui, tutto bene.

Personalmente, io apprezzo tantissimo il sarcasmo della band ferrarese e i suoi richiami cinematografici. I chitarroni e l’abuso di bridge mentre la batteria, come una macchina da guerra, arriva alla fine.

I Devocka non stanno creando nulla di nuovo. Ma fanno ciò che fanno in modo interessante, divertente e che fa venire voglia di gridare. Assolutamente da vedere live.

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Contro

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