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Diamine: “Restiamo in trincea, uniti e posseduti da entusiasmo.” | INTERVISTA

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Si intitola “Via Del Macello” ed è stato pubblicato il 3 aprile. Parliamo dell’ultimo singolo dei Diamine. Il quarto estratto, che anticipa il loro album d’esordio, in uscita il 1 maggio per Maciste Dischi/Sony Music Italy, “Che Diamine” (preceduto da “Bolle Di Sapone”, “Ma Di Che”, “Isolamento”).

Il duo elettro – pop romano in questa piacevole ci ha raccontato la genesi ed il significato di ognuno dei brani già pubblicati che comporrà l’album… E non solo.

È uscito il 3 aprile “Via Del Macello”, il vostro ultimo singolo. Quindi, in questa “Via del Macello” cosa accade esattamente?

Mentre fuori sembra non accadere nulla dentro il protagonista si tuffa con la saggezza di un bambino nei suoi dubbi più profondi.  Si chiede quale, tra i suoi sentimenti, sia autentico e quale sia indotto. L’incertezza che oggi ci abita anche nel mondo che stiamo vivendo è primordiale e radicata in ogni uomo ma viene di passo in passo rinviata o addirittura non riconosciuta. Ciò che ci è straniero quindi in questo caso viene accolto con ironia e con gentilezza ritrovata.  

Partendo dalla fine, il 24 marzo è uscito “Isolamento”, che racconta come l’isolamento appunto diventi più che una condizione, qualcosa che ci portiamo dentro. È un caso che sia stato pubblicato proprio in questo periodo?

Non è un caso, le sensazioni che abbiamo dentro si sono improvvisamente tramutate in realtà oggettiva e tangibile per tutti. Forse è arrivato il momento di fare i conti con le nostre divisioni e con la nostra preoccupazione che, da parecchio a questa parte, era tutta tesa al consumo e alla produttività forsennata e affannata verso un traguardo che si percepisce soltanto nello scenario dei numeri freddi di entrate e uscite e dall’affermazione individuale.  

Prima di questo, avevate provato anche a mettere in discussione gli standard di comunicazione, con il singolo “Ma Di Che”. Come e quando è nato?

Il brano è nato seguendo un flusso di parole spontanee senza nessuna logica e nessun obiettivo, perdendo ogni riferimento e ogni volontà. Persuaso che infondo i nostri ragionamenti e il nostro dialogare razionale non porti da nessuna parte ho scritto eclissandomi dietro il suono delle rime. Come quando una storia d’amore finisce e parlare ore non risolve i problemi di gran lunga più profondi del nostro limitato intelletto. 

Il primo brano che aveva iniziato a dare forma all’album in uscita era stato, nel novembre del 2019, “Bolle Di Sapone”. Il messaggio è che ognuno può scegliere come vivere e, quindi, se vivere bene?

Beh, che ognuno possa scegliere come vivere dovrebbe essere un dato di fatto che di fatto non è. Bombardati da pubblicitari che, prima ancora del prodotto ci inducono desideri che neanche sapevamo di avere, siamo spesso costretti alla ritirata in massa dei nostri entusiasmi. Il brano non ha comunque alcun messaggio, è stato scritto per motivi personali con l’obiettivo di scaldare l’animo di un nostro amico e donare alle nostre orecchie tre minuti di gentilezza in più.

Facciamo un passo indietro. Come e quando vi siete incontrati? Come nascono i Diamine?

Siamo due strumentisti che hanno deposto i loro strumenti a mano a favore di un esercito di musicisti virtuali quali sono le nostre macchine moderne del suono. Ci conosciamo dalle scuole medie ma non avevamo mai avuto un progetto comune. Ci siamo ritrovati così di nuovo a dipingere su tela bianca non conoscendo affatto questa modalità di scrittura e abbiamo con il tempo creato un team di lavoro con Maciste Dischi che ci ha permesso di continuare a pubblicare brani.

Perché avete scelto proprio questo nome?

Diamine è un’entità divina e allo stesso tempo un’imprecazione. Lui è il nostro buco della serratura attraverso il quale vediamo le evidenti realtà nascoste. Potevamo scegliere anche “Accidenti” ma Diamine suona sicuramente meglio. L’evocazione è alla meraviglia e al dolore o forse più precisamente alla meraviglia del dolore, trallallerotrallala’ (non volevo chiudere con quella parola). 

Tornando al presente, cosa pensate della scena musicale attuale italiana? Ci sono artisti che apprezzate maggiormente?

Abbiamo un cuore molto arido agli ascolti perché siamo del mestiere e perdiamo la visione d’insieme necessaria a giudicare un brano solo per la sua entità. Possiamo però parlare di cosa ci commuove: alcuni brani de ICani o IOSONOUNCANE sono per noi molto profondi perdonando la casualità di un cinofilismo apparente.  

Il 1 maggio uscirà il vostro primo album, “Che Diamine”. Cosa dobbiamo aspettarci?

Non è un album scritto per compiacere o compiacersi e neanche sarà un album di lamento. Si tratta di uno sguardo onesto e sincero nel profondo di un uomo nell’isolamento della fredda musica elettronica.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Restare in trincea, uniti e posseduti da entusiasmo. “L’uomo è un Dio quando sogna, un mendicante quando riflette”. 

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