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Il diario di Toronto 2015: fusi, mezzi, poutine e pinguini

Complice una fortunata congiunzione astrale, il sottoscritto quest’anno è volato a Toronto (cosa che ha fatto spesso) in tempo per il Toronto International Film Festival (cosa che non ha fatto mai). Il TIFF presenta ogni anno più di trecento nuovi film: quest’anno sono 399, scesi a 398 a causa di Aretha Franklin, per un totale di quasi 1500 proiezioni, per una media di quasi 150 al giorno, delle quali un essere umano soggetto alle leggi della fisica può assistere al massimo a 5. Capirete comein queste condizioni preparare una tabella di marcia sia stata un’impresa ai limiti della sanità mentale. Ma ce l’abbiamo fatta.

Il fuso orario mi tiene sei ore dietro a voi italiani; vuol dire che quando mi mancate e voglio parlare con voi, voi di solito siete al lavoro o a nanna, e io qui mi sento solo. Io lascio le mie foto e i miei commenti su Instagram o su Twitter, sperando che domani qualcuno se le fili, ma non mi basta… Vabbé, bando alla mestizia. Il Festival è cominciato in pompa magna e non è il caso di lamentarsi.

Io non sono un tipo mondano, quindi non c’ero, ma ieri sera la bella e iperattiva Natalie Portman ha portato a casa un discreto gruzzolo nella Soirée di beneficenza che ha inaugurato il Festival, mentre oggi sono sfilati sul red carpet di King Street i protagonisti del film d’apertura “Demolition” Jake Gyllenhaal e Naomi Watts, e mentre scrivo è passato anche Michael Moore che presenta in anteprima mondiale il suo nuovo documentario satirico “Where to Invade Next”. Riparleremo presto di entrambi

Il Canada è un grande Paese, ma è anche un Paese grande, e la gente qui non ha mai avuto il senso delle proporzioni. Ti dicono che il teatro “è qui vicino”, e invece è a un’ora di viaggio. Così quest’anno sperimento anche i mezzi pubblici torontoniani insieme ai pendolari di questa vibrante ma sobria metropoli. L’idea di viaggiare in auto è invece da scartare: il traffico è bloccato a ogni ora del giorno, e i tempi si allungano in misura intollerabile.

Due altre informazioni importanti, prima di passare finalmente al cinema: il cibo e il meteo. Bar e ristoranti italiani li trovi a ogni angolo della città, ma oggi ho provato finalmente la tradizionale poutine canadese: una ciotola di patatine fritte con palline di anti-mozzarella e una salsa gravy che ho imparato a non chiedere di cosa è fatta. E pancetta fritta. Quanto al tempo atmosferico, Toronto dovrebbe essere più fredda delle nostre città italiane. Generalmente è così. In questi giorni invece ho beccato una cappa di caldo così umido e asfissiante che Roma se la sogna. E ieri anche un bel temporale a vento, tanto per negarti ogni minimo sollievo. Oggi il clima è mite, ma ho sperimentato l’estremo opposto all’interno dello Scotiabank Theatre, il cinema dedicato alle proiezioni stampa: freddo polare con raffiche di aria condizionata persistenti, che a Courmayeur se le sognano.

La selezione di film di oggi mi ha portato a recuperare alcune proposte festivaliere europee: dai trionfi del Festival di Cannes “Cemetery of Splendour” (nel diario da Cannes) e la Palma d’oro “Dheepan” (recensione), al meraviglioso documentario cileno vincitore di premi a Berlino “The Pearl Button”, di cui riparleremo a breve. Delle sezioni più sperimentali abbiamo visto due piccole e stralunate produzioni canadesi: “Endorphine”, del quebecchese André Turpin (già direttore della fotografia di “Mommy”), vorrebbe giocare con la nostra percezione della realtà ma invece di sperimentare con il linguaggio cinematografico si limita a architettare una sceneggiatura cronologicamente non lineare che risulta solo cervellotica, non inventiva; “The Forbidden Room” è invece un’esilarante e geniale reinvenzione del meccanismo del racconto-cornice / scatole cinesi, un progetto americano underground cui prendono parte però anche importanti attori europei come Geraldine Chapline, Mathieu Amalric e Charlotte Rampling: il primo livello di racconto ci insegna come fare il bagno, e mi fermerei anche qui. Un film che non uscirà mai al cinema, ma se esce in Blu-ray… chi non lo prende è un bruffaldino. Intanto fate un giro sul sito ufficiale.

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