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Liam vs. Noel: Different Brothers, Still Fighting

Nel 1994 uscì il primo disco. Nel 2008 l’ultimo. Nel 2009 ultimo tour. Sembra un’eternità, invece gli Oasis non esistono più solo da due anni. Di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Noel e Liam non si parlano più da 2 anni. Anzi sì. Anzi no, smentita. Chi ci capisce è bravo. Concentriamoci sulla musica e meno sul gossip, è meglio.

Certo è che i due fratelli di Manchester hanno deciso di intraprendere due strade diverse, Liam con gli ex Oasis ha formato i Beady Eye e Noel ha intrapreso una carriera solista con i Noel’s Gallagher High Flying Birds (nome preso da una celebre canzone dei Jefferson Airplane). A febbraio è uscito il disco dei Beady Eye, “Different Gear, Still Speeding”, che ha raccolto nel mondo pareri molto discordanti: c’è chi dice “bel disco, ventata di rock’n’roll”, chi invece “aridatece Noel e gli Oasis”. In Italia ha raggiunto la decima posizione, nel Regno Unito il terzo. Diciamocela tutta, il disco non è un granché. È un mix di generi trito e ritrito che dimostra una certa carenza in fase di songwriting, ed è qui che la mancanza di Noel si fa abbastanza pesante. Brani interessanti ce ne sono, come il singolo “Millionaire”, la bella ballad “The Beat Goes On” e la psichedelica e triste “The Morning Son”, che non sfigurerebbe in “Dig Out Your Soul”. Per il resto poco o nulla. Però c’è da ammettere che, quando Liam e Gem sono in forma, la band dal vivo dice ancora la sua (soprattutto grazie ad un Gem sempre una spanna sopra gli altri). Meglio andare a vedere un concerto che ascoltare il CD, questo è fuor di dubbio. Le melodie appaiono piuttosto prevedibili e scontate, alcune somiglianze sfiorano il plagio e nonostante ciò, come si suol dire, live “spaccano”, è innegabile. Praticamente non è altro che un disco di brit-pop in un’epoca in cui il brit-pop è finito da più di 10 anni. Anacronistico, ma eseguito dal vivo ha il suo perché.

Nel frattempo, come anticipato, anche Noel non è rimasto con le mani in mano. Vi consiglio di girare pagina per sapere come suona il suo primo lavoro solista.

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Il fratello maggiore è tornato con l’attesissimo progetto “Noel’s Gallagher High Flying Birds”, nome che dà anche il titolo al disco. Be’, a parte uno o due mezzi passi falsi, il disco risulta ottimo e molto vario. Si vede come qui Noel ha voluto provare strade su cui, negli Oasis, non si sarebbe mai incamminato. La traccia di apertura, “Everybody’s On The Run”, è una perla di rara bellezza che non si sentiva da anni. Un mix tra Beatles ed Ennio Morricone (sì, Morricone) che fa partire il disco in maniera incredibile. Lato negativo del disco, il fatto che già tre pezzi erano usciti per anticiparlo, ed è quindi venuto a mancare quell’effetto sorpresa che dovrebbe avere ogni nuovo album. Mettiamoci anche che “Stop The Clocks” e “(I Wanna Live In A Dream In My) Record Machine” si conoscevano da anni in versione demo, e la frittata è fatta. Anzi frittatina. Perché non va a minare minimamente il giudizio finale sul disco, che resta davvero ottimo. Ben prodotto da Dave Sardy, il lavoro è diverso da quanto Noel aveva fatto in precedenza, anche se il primo singolo, “The Death Of You And Me”, non è altro che una versione aggiornata del classico “The Importance Of Being Idle”, con tanto di kazoo e trombe. Noel teneva gelosamente alcune di queste tracce per il suo futuro disco solista, ed ora ne capiamo il perché. In passato ha dovuto comunque fare i conti con la voce di Liam e con le idee di Gem e Andy, e pezzi come “Everybody’s On The Run” oppure “Dream On” non sarebbero mai potuti uscire sotto il nome Oasis.

Lo scioglimento è stato un bene o un male, chi lo sa. Liam continua nel suo rock’n’roll immediato, ideale per passare un’ora e mezza a guardarlo, mani dietro la schiena, e per sentire Gem far “parlare” la sua chitarra – ma non sono gli Oasis, non ce ne vogliano i “madferit” più incalliti. Noel, invece, ha fatto notevoli passi avanti, ha cercato un sound più ricercato e forse meno immediatezza. Però non ha il carisma del fratello per essere un frontman e nemmeno lui è gli Oasis. Per lui, essere al centro dell’attenzione è una novità ed è una cosa non da poco confrontarsi con un tour imminente dove praticamente saranno lì tutti per lui. I Beady Eye funzionano live ma non su disco. Noel funziona su disco, ma è atteso dalla prova del nove chiamata Tour, anche se le prime esibizioni fanno ben sperare, sia in quanto a scaletta che a performance (e relativa risposta del pubblico). I due fratelli sono complementari, non c’è dubbio, ma The Chief ha dimostrato di saper fare un passo in più.

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