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Dimartino, Afrodite. Il tour della consacrazione [Report data zero e scaletta]

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Non poteva non partire dal capoluogo siciliano il nuovo Tour di Dimartino, da poco tornato sulle scene con il bellissimo quarto capitolo della sua carriera, Afrodite, pubblicato il 25 gennaio per 42Records/Picicca. Le canzoni del cantautore, mai come in questo disco, profumano di Palermo, trasudano sicilianità in ogni verso e in ogni visione. I Candelai, situato nel cuore del centro storico, si è rivelata dunque in questo senso la location perfetta per ospitare la data zero del tour giovedì 14 febbraio, aggiunta dagli organizzatori (e andata sold out) a grande richiesta dopo il tutto esaurito del 15 febbraio registrato in largo anticipo.

Un live intenso, suggestivo e, soprattutto, differente da quanto proposto in passato dal cantautore, impreziosito dal rientro in formazione dopo nove anni di Simona Norato (chitarra elettrica, tastiera, tamburo, cori) che ha condiviso il palco con Giusto Correnti (batteria) e Angelo Trabace (tastiere) contribuendo in modo determinante alla resa dal vivo dei nuovi brani lavorati in modo straordinario in studio dal producer Matteo Cantaluppi, ornato inoltre da una scenografia essenziale ma efficace grazie al posizionamento di alcune aste luminose attorno ai musicisti, ben disposte e curate a dovere dal lightdesigner Martino Cerati.

Le storie dal vivo di Dimartino partono proprio a 350 metri di distanza dal club. “Corone hawaiane sui balconi di via Roma”, questi i primi versi cantati con emozione dall’artista su un tappeto percussivo intenso e irresistibile, “Ci diamo un bacio” trascina il pubblico nell’universo di Afrodite, composto da frammenti di straordinaria quotidianità in una Palermo multietnica, gli stessi che il cantautore stesso è felice di presentare, come accade dopo “Giorni buoni” nel terzo brano proposto ,“La luna e il bingo”, suonata con una potenza espressiva davvero impressionante e conclusa con una coda ritmica che manda in estasi il pubblico, così come accade nei minuti successivi in cui viene investito dagli squarci sonori del cult “Cercasi anima”, dalla meravigliosa normalità di “Due personaggi” e dalla raffinatezza assoluta di “Liberarci dal male”.

Dopo una prima parte di live molto spinta, il clima si fa più disteso grazie a un trittico di brani intensi ed emozionati, “Feste comandate” (brano dedicato alla nascita della figlia), “I Calendari” (cantata con Simona Norato) e “Ormai siamo troppo giovani”. Il cantante rompe nuovamente il silenzio presentando una delle canzoni più visionarie del nuovo album, “Daniela balla la samba”: ‹Stavo rientrando a Misilmeri, il mio paese, e mi sono fermato in un parcheggio verso il quartiere Brancaccio, lì c’era una ragazza sopra il tetto di una macchina che ballava in modo sensuale, attorno a lei c’erano dei ragazzini con dei motorini che la illuminavano, era una scena molto particolare›.
L’atmosfera onirica (seppur tratta da una storia vera) lascia poi spazio al pezzo apripista di “Afrodite”, “Cuore Intero”, cantato a squarciagola dal pubblico che affolla la sala, il quale non si risparmierà neanche nella movimentata “Pesce d’aprile”. Un bellissimo pattern di batteria e tamburo supporta la struggente “Come una guerra la primavera”,  brano che conduce il concerto verso la fine con “Maledetto Autunno” e “Non siamo alberi”, dove il cantautore, più rilassato, si sbottona con gli spettatori fermandosi durante il primo verso cantato a cappella. “Vediamo se becco la nota”, scherza. A conclusione, la band scende per pochi istanti sotto il palco per riprendere fiato e suonare gli ultimi tre pezzi in scaletta, “Venga il tuo regno”, “Niente da dichiarare” e “Amore sociale” che entusiasmano tantissimo i fan, i quali omaggeranno a lungo l’artista e la sua band con un lunghissimo applauso finale, un po’ come avviene nei teatri d’Opera.

Il nuovo spettacolo dal vivo di Dimartino non è un semplice tour. Grazie alla maturità raggiunta nel corso degli ultimi dieci anni, grazie alla ricerca maniacale nel cercare di inserire ogni singolo suono nel tassello giusto e alla capacità di aver saputo abbracciare il pop senza snaturare neanche una virgola della propria cifra stilistica, Afrodite rischia infatti di diventare non più un semplice tour ma “il” tour, quello della consacrazione, quello che consentirà al cantautore palermitano di catturare ancor di più l’attenzione del pubblico e ricevere, un po’ come già accaduto con Brunori o Motta negli anni passati, il riconoscimento che merita. Imperdibile.

Riportiamo sotto la scaletta del concerto:

CI DIAMO UN BACIO

GIORNI BUONI

LA LUNA E IL BINGO

CERCASI ANIMA

DUE PERSONAGGI

LIBERARCI DAL MALE

FESTE COMANDATE

I CALENDARI

ORMAI SIAMO TROPPO GIOVANI

DANIELA BALLA LA SAMBA

CUORE INTERO

PESCE D’APRILE

COME LA GUERRA ARRIVA LA PRIMAVERA

INTERMEZZO

MALEDETTO AUTUNNO

NON SIAMO ALBERI

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VENGA IL TUO REGNO

NIENTE DA DICHIARARE

AMORE SOCIALE

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