Home > Recensioni > Diodato: E Forse Sono Pazzo
  • Diodato: E Forse Sono Pazzo

    Diodato

    Loudvision:
    Lettori:

Il debutto col senno di poi

Antonio Diodato è uno e tanti allo stesso tempo, non perché possieda particolari doti di incarnazione plurima, quanto piuttosto perché con il proprio cantautorato semplice ed efficace riesce a raccontare la storia individuale vissuta (o da vivere ancora) da ciascuno di noi. L’amore, l’invecchiare, l’affrontare la quotidianità: tutto ciò viene racchiuso in un guscio di rock che trae ispirazione da oltreoceano e contemporaneamente omaggia i grandi nomi della musica d’autore italiana.

A tale proposito è da ricordare la cover personalissima di “Amore Che Vieni, Amore Che Vai”, rivisitazione del pezzo di De André voluta perché Diodato si sentiva particolarmente in sintonia con il suo senso più intimo.
Un esordio che sa di assennatezza, ma in modo pazzesco.

Quando fai partire “E Forse Sono Pazzo”, sapendo che Antonio e il suo entourage sono discograficamente dei debuttanti (non con l’accezione negativa del termine), ti aspetti le solite magagne da giovinastri alle prime armi, magari condite da qualche scontatezza qua e là. E invece no, devi rimangiarti tutto e sputare per lasciare spazio a un album pieno e che dà soddisfazione dalla prima all’ultima canzone. “Capello Bianco” è il brano che ho preferito, sia per la struttura armonica che per il testo. Chissà quale incoronerete voi.

Pro

Contro

Scroll To Top