Home > Recensioni > Dirty Beaches: Badlands

Immagina…

Il sound che contraddistingue questo Dirty Beaches, progetto di Alex Zhang Hungtai, taiwanese/canadese, è davvero inconfondibile anche se in soli 30 minuti totali: misto di rock e blues, cupo al punto giusto e adatto a provocare sensazioni di sconfinatezza in bianco e nero. Le tracce più particolari di “Badlands”, da non perdere, sono “True Blue” e “Black Nylon”: vere e proprie immagini mentali storpiate, da sogno indecifrabile.

Sembra di essere catapultati in un viaggio tanto difficile e ripetitivo, tanto lungo e rigido quanto affascinante e misterioso, come si fosse sulla Transiberiana che, con i suoi 9.000 km di tragitto, attraversa Stati e coscienze differenti tra loro. In questo album si passa da sonorità alla Elvis Presley, a quelle più rock di Springsteen. Davvero particolare!

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Contro

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