Home > Recensioni > Disarmonia Mundi: Mind Tricks

Ri-fuori due

In attesa del prossimo disco, si possono sempre ripubblicare i vecchi alla luce dei passi avanti compiuti durante gli anni.
Nella nuova e più patinata versione di “Mind Tricks”, originariamente uscito nel 2006, non c’è niente di risuonato. Ci sono quattro valide tracce bonus e una nuova copertina, punto.

Riguardo ai connotati stilistici è presto detto. La band gestita da Ettore Rigotti si ispira direttamente al melodic-death novantiano di matrice svedese, tant’è che Björn Strid dei Soilwork è un ospite quasi fisso nei dischi dei DM. Brani duri, tirati, cori puliti, compresenza di growl e scream, effetti vari, suoni volutamente pesanti e impastati.

Un disco che funzione nella sua organicità.

Che lo scopo della ripubblicazione sia quello di tenere desti i fan in attesa del prossimo album? In ogni caso andrà a sostituire la precedente versione nei negozi di dischi, solleticando l’appetito di chi ha conosciuto i DM solo negli ultimi anni, magari con la buona ripubblicazione dell’esordio “Nebularium” nel 2009. Un disco onesto nel suo genere e non originale

Pro

Contro

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