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Il documentarista candidato all’Oscar Henry-Alex Rubin presta il suo approccio realistico sul contemporaneo alla sceneggiatura di Andrew Stern, deciso a raccontare in termini il più possibili aderenti alla realtà un mondo dove l’interazione sociale è ormai mediata virtualmente.
Disconnect è un film corale dove le vite di adolescenti, professionisti, solitari e nuclei familiari si intrecciano (con esiti spesso drammatici) toccando varie tematiche di stretta attualità; dalle truffe online al bullismo sui social network, dai forum di auto aiuto alle prestazioni sessuali a pagamento via webcam. A unire tutte le tessere del mosaico, “l’interconnessione” tra i vari personaggi e la Rete e i drammatici esiti della loro disconnessione (come da titolo) dalla stessa per affrontare la realtà.

Un film che vuole farci la morale per quanto e come trascorriamo il nostro tempo online ha sicuramente molto materiale a cui attingere dalla realtà quotidiana. Purtroppo Andrew Stern prende in prestito anche i giudizi affrettati, le analisi superficiali, i luoghi comuni e i signora mia sull’argomento, rifiutandosi inoltre di far pagare ad alcuno il suo utilizzo “errato” delle possibilità della realtà virtuale, tranne forse al personaggio di una sempre lodevole Andrea Riseborough.

“Disconnect” ha la profondità riflessiva di un dibattito di Forum e si prende persino più sul serio.
Statene alla larga.

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Contro

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