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  • Disillusion: Back To Times Of Splendor

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Soundtrack to your Disillusion

In principio fu l’heavy metal. Qualcuno, ora lassù, trasformò la pesantezza in morte, e fu il death metal. Altri dèi minori pensarono a mitigare il passaggio, sfumandone i tratti più ruvidi e diedero vita al melodic death. Il morbo impazzì tra le genti ed ebbe un successo inimmaginabile, tanto da giungere al traboccamento a tratti funesto. Un nuovo passaggio è necessario, un’ulteriore evoluzione è attesa per aprire una nuova grande valvola di sfogo. Ciascuno prova la propria strada.
I Disillusion sono senz’altro tra i partecipanti più accreditati. Non è più possibile accostare la parola “death” alla musica dei tedeschi, nemmeno con lo zuccherino melodico al fianco. È chiaro come gli At The Gates & clones debbano essere colonna sonora della giovinezza di Vurtox e soci, ribadito anche dalla prima traccia “…And The Mirror Cracked”, che sembra voler dire: “Noi partiamo da qui, state un po’ a vedere dove riusciamo ad arrivare”.
L’Eden musicale che raggiungono i Disillusion è raffigurabile tramite il tipico verdeggiante frutteto, i cui filari sono ben distanti dall’essere lineari, ma si intrecciano l’un l’altro rendendo impossibile il riconoscimento dei singoli tracciati, che, a confermare il principio, sono ridotti al minimo numero indispensabile e dilatati nel tempo. Non ci sono divisioni, o meglio non sono quelle convenzionali; il viaggio è uno soltanto, ma le atmosfere sono molte. E sono anche tanto melodiche da necessitare l’inserimento degli archi nel set di alberi da frutto, ma non per questo non prevedono strapiombi o rotolamenti progressivi lungo pendii, dei quali appuntite rocce spezzeranno parecchie delle costole durante la fuga da bestie dal ruggito profondo, e finalmente cullati da angeli redentori.
C’è di tutto e funziona alla grande, se ci si aspetta un bel tragitto e si è disposti a farsi guidare attraverso di esso, l’Eden dei Disillusion potrebbe essere una buona scelta per il prossimo quinquennio, dal quale rifuggire di nuovo una volta che le grandi masse vi avranno fatto approdo.

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