Home > Interviste > Disillusion: Le montagne, Gandalf. Le montagne.

Disillusion: Le montagne, Gandalf. Le montagne.

Un’intervista molto artistica, questa con i Disillusion. Nel senso che, dall’inizio alla fine, si parlerà quasi sempre di arte, tanto che anche lo stesso Vurtox, leader della band, sosterrà strenuamente la validità in questo senso della propria forma di espressone.

Ora che il vostro primo album è uscito, ritenete di aver raggiunto quanto vi proponevate un anno e mezzo fa, all’epoca dell’EP “The Porter”?
Sì, siamo molto soddisfatti del risultato finale, decisamente. Molte cose sono addirittura migliori di quanto immaginavamo al momento di cominciare la stesura delle canzoni, ad esempio non pensavamo che saremmo finiti col provare a incorporare delle atmosfere cinematografiche e da colonna sonora nella nostra musica, questa è la parte che si è aggiunta dopo l’inizio dei lavori all’immagine iniziale che ci figuravamo. Quando il risultato finale era pronto invece, non riuscivamo più a immaginarlo diverso come quello che avevamo in testa all’inizio.

L’album è davvero ottimo, ma la cosa sorprendente è che si tratta soltanto di un debutto. Cosa consiglieresti ai giovani gruppi che sognano di debuttare a questo modo?
Be’, grazie! In realtà abbiamo registrato due demo, prima del vero e proprio full length, dato che non ci sentivamo ancora pronti ed avevamo bisogno di evolverci musicalmente e personalmente, in modo da avere la possibilità di andare più lontano con il nostro debutto. Pensavamo anche che l’album di debutto deve essere più che una semplice raccolta di canzoni, cosa che ci ha dato un’ulteriore spinta al momento di cominciare a lavorare sul disco. È tutto qui, direi.

Come mai avete pubblicato soltanto un EP per la Voice Of Life? Come è stato il vostro impatto con il mondo delle label?
Il nuovo album sarà pubblicato dalla Metal Blade, ma sotto licenza della Voice Of Life, infatti avevamo firmato con questa etichetta per il singolo e l’album di debutto, ma quando i ragazzi della Metal Blade si sono fatti vivi, la Voice Of Life è stata molto cooperativa e le cose hanno assunto quindi questa forma. Si potrebbe anche dire che il singolo “The Porter” ci ha portato ad essere contattati dalla Metal Blade, quindi è stato molto utile per noi.

Passando ad un altro genere di etichette, non puoi pensare di scamparla dal cercare di definire la vostra musica. Sembra che essa parta dal melodic death per diventare qualcosa di completamente diverso, non ti chiedo dunque di utilizzare i termini convenzionali, ma prova a dare un’idea ai lettori con sole tre parole.
Le montagne, Gandalf. Le montagne.

Bene! (ride) Dunque la vostra musica è fortemente strumentale ed assomiglia molto ad una colonna sonora, come è nata l’idea di inserire elementi del genere nel vostro disco?
Fondamentalmente l’idea è nata quando stavamo scrivendo la title-track, che quasi subito è diventata una canzone di 15 minuti. Ovviamente non potevamo far uso delle tecniche di songwriting convenzionali per dare a delle canzoni così lunghe il flusso organico di cui necessitavano per restare un pezzo unico, perciò ho cominciato a guardare molti film di notte, in modo da riuscire a trovare un’ispirazione per tagliare le canzoni, o degli spunti sulla drammaticità o sulle storie da narrare e così via. Alla fine dunque abbiamo provato a fare del CD un pezzo unico.

Dimmi qual è secondo te il modo migliore per ascoltare il CD. Intendo la stanza, le luci, cose del genere.
Oh, grazie mille per la domanda! C’è un modo preciso che risulta il migliore per ascoltare “Back To Times Of Splendor”: di notte, in una stanza con luce soffusa, con un buon bicchiere di vino rosso. Ascoltare la musica, leggere i testi e guardare l’artwork, lasciandosi trascinare via dalla musica. Quasi come se ci si stesse preparando per una nottata di film.

Ti piacciono le colonne sonoro convenzionali? Quali sono le tue preferite?
Sì, sono senza dubbio delle grosse fonti di ispirazione per noi. Prima di tutti devo nominate Howard Shore per la sua trilogia del Signore degli Anelli, incredibile! Ma anche Hans Zimmer e Tan Dun.

Dunque ti piace il cinema. Cosa hai trovato più interessante di recente?
Sì, ci piace, come a tutti, penso. Attualmente sono molto interessato ai film francesi dagli anni ’70 in poi. Ovviamente poi il Signore degli Anelli ci ha influenzati molto dal punto di vista artistico, si tratta davvero di una epopea così affascinante e monumentale, che si può attingere molta forza semplicemente immergendosi nel mondo creato da Peter Jackson.

Restando nel campo artistico, da quali altri fonti attingi ispirazione?
Principalmente dalla natura, facendo una passeggiata o portando a spasso i cani. Dalla musica poi, ovviamente, anche se principalmente passando lunghe nottate a parlare con altri musicisti. Poi fotografia e altre cose.

Pensi che la musica possa essere considerata al pari di un’arte classica? Intendo pittura, scultura…
Oh oh, la discussione sulle arti! Potrebbe anche finire con due bottiglie di vino ed un forte mal di testa. È completamente un arte, cosa dovrebbe essere, artigianato o intrattenimento? Nel peggiore dei casi le cose vengono soltanto riprodotte, cosa che non le fa comunque oggetti d’arte, ma in tutti gli altri casi?! Penso quindi che in ogni caso in cui una persona sia coinvolta in qualcosa che viene creato dalle sue mani e dalla sua testa, si possa parlare di arte.

Ok, l’intervista ha preso una piega molto artistica, perciò ora traduci la vostra opera in un altro mezzo di comunicazione per darci una rappresentazione di “Back To Times Of Splendor” con una frase, magari presa dai testi dell’album, e con un’immagine.
There is always one waiting for me // My Beloved // I shall be with her so soon.

Scroll To Top