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Disillusion: The Porter

Una promessa

In attesa del full length di una delle unsigned band tedesche più ambite degli ultimi mesi, possiamo gustarci il singolo “The Porter”, seconda produzione ufficiale dopo il mini CD dal titolo “Three Neuron Kings” che tanto polverone ha sollevato.
I tre tedeschi cominciano la traccia scelta quale portabandiera con un bel riff importato dagli svedesi Arch Enemy, e senz’altro per un’operazione del genere era difficile scegliere band più intrigante. Ma fortunatamente gli schizzati stop&go dei fratelli Amott non sono che una piccolissima parte degli ingredienti, non solo del sound dei Disillusion (a dire il vero ancora svelato soltanto in parte dai 10 minuti scarsi del disco), ma anche della stessa title track. Ben presto infatti fanno la loro comparsa anche delle vocals pulite, con sezioni più atmosferiche che fanno da contraltare alle esplosioni concitate, e forse a volte fin troppo confuse, che saltuariamente sfociano al limite dell’hardcore (esagerando).
Anche la seconda traccia parte in modo piuttosto convenzionale (quasi Iron Maiden lo spezzone che poi torna anche in seguito), ma sottolinea ancora più di “The Porter” il punto cruciale che di certo segnerà le sorti del futuro full length, e forse della band stessa, ossia la concitatezza/confusione di si è già parlato.
Sono talmente tanti gli elementi diversi miscelati da Vurtox e soci che a momenti si potrebbe gridare al miracolo, mentre non si può non rimanere disorientati durante i passaggi più stravaganti.

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