Home > Interviste > Dismember: I sedicenni insanguinati sono cresciuti

Dismember: I sedicenni insanguinati sono cresciuti

I Dismember sono tornati. Non sapevo davvero che cosa aspettarmi dal frontman Matti Karki, una persona che ha visto i primi passi del death metal svedese e che ha lavorato con diversi personaggi di primo piano della scena. Si ha sempre paura che questi personaggi “storici” siano spocchiosi, annoiati, o magari falsi per abitudine. Matti si dimostra invece una persona onesta e disponibile, un uomo pronto a distaccarsi dal proprio passato ed a guardarlo con gli occhi maturi di chi sa che cambiare idea non vuol dire tradirsi.

Ciao Federico, scusa per il ritardo, qui mi stavano dicendo di andare via ma io gli ho detto “dai ancora un’altra!”, anche se sono davvero stanco!

Ok nessun problema, se questa è l’ultima non ti tratterrò per molto!
Partiamo subito. I Dismember sono uno dei gruppi cardine della scena Europea per quanto riguarda il death metal, ma quando penso al tuo gruppo mi vengono in mente due “immagini”:
1-La band fortunata. Magari non avrete venduto milioni di album, ma già dall’inizio con “Like An Everflowing Stream” le risposte furono molto positive, avete guadagnato subito lo status di band importante, e la possibilità di intraprendere grandi tour.
2-La band sfortunata. Anche se suonate da così tanto tempo, e nonostante la vosta importanza nel genere, non avete mai raggiunto la popolarità che magari avreste meritato, rimanendo quasi una “cult band” più che una “grande realtà”.
In quale di queste due immagini ti riconosci di più?

Entrambe, sicuramente. Non abbiamo mai raggiunto una grande popolarità certo, ma va bene così, non ci interessa. Sarebbe potuto succedere oppure no, saremmo stati felici comunque. Abbiamo fatto così tante cose grazie ai Dismember, e intendo i tour, viaggiare di continuo, incontrare gente davvero simpatica, insomma tante di quelle cose che non ci interessa davvero della popolarità!

Durante la vostra carriera musicale avete incontrato qualche difficoltà, come capita un po’ a tutti. So che non hai gradito del tutto alcuni dei precedenti album dei Dismember, ce ne vuoi parlare?
Sì, è proprio così, ci sono alcuni nostri vecchi album che non mi piacciono proprio. Chiariamo, sono grandi album (ah, mi pareva.. ndR), ma semplicemente non suonano come vorrei, e ora non mi piacciono più. È una questione musicale, semplicemente oggi non rifarei le stesse scelte che ho fatto al tempo di questi album, che per la precisione sono Massive Killing Capacity e Indecent & Obscene.

Che problemi ci furono invece con Richard Cabeza, il vostro bassista? Ha lasciato la band ma poi è tornato, che cosa è successo?
Penso che Richard fosse pieno fino all’orlo, c’erano così tanti problemi con… tutto. Non tra noi ragazzi della band, perché siamo stati sempre amici e non c’è stato mai niente che incrinasse i nostri rapporti, ma avevamo molti problemi con le etichette discografiche e lui alla fine ne era davvero stanco. Ci cancellarono un tour alla decima data quando ne avremmo dovute fare 25. Scoprimmo che erano tutte balle inventate dall’agenzia, perché sin dall’inizio non avevano programmato questi 25 shows. Gli unici posti prenotati erano quelli nei quali effettivamente avevamo suonato. Tutto questo fu troppo per Richard che disse “Ok, adesso basta, me ne vado!”. Quello che non sapevamo ancora al tempo era che mentre eravamo andati a suonare in Norvegia, ad Oslo, fu contattato dai Satyricon per suonare il basso con loro. Lui fu interessato, così quando prese la decisione di lasciare i Dismember se ne andò in Norvegia e cominciò a suonare con i Satyricon per un po’. Ma poi qualcosa accadde, ed onestamente non so che cosa, ma la cosa per lui non funzionò. Così dopo un po’ tornò in Svezia. A noi serviva un bassista per il tour, e visto che lui non stava facendo niente di particolare lo chiamammo chiedendogli: “Vuoi fare qualche soldo? Vuoi venire a suonare il basso con noi negli States?” E lui rispose “Sì.. perché no!” Così fece e tutto andò bene. A quei tempi, ai tempi di Hate Campaign, che era l’ultimo album con la Nuclear Blast, sapeva che le cose sarebbero cambiate. Credo che gli diede nuova speranza, nuova fiducia, una mentalità positiva, e così decise di tornare con noi.
[PAGEBREAK] Riguardo al nuovo album ora. Sembra che le riviste l’abbiano accolto bene, personalmente l’ho trovato molto buono…
Grazie!

… e potrei identificarlo con questi aggettivi: potente ma “divertente”, studiato ma diretto, onesto e senza troppe pretese. Pensi che questi aggettivi si adeguino bene a “Where Ironcrosses Grow”? Cos’altro vuoi dirci?
Penso che più o meno le abbia gia dette tutte tu! Proprio le cose che hai detto, è diretto e divertente (ci pensa su un attimo)… be’ praticamente questo, non credo che ci sia nient’altro da dire in effetti!!

(ridiamo)

E riguardo alla produzione? Mi sembra molto buona.
Sì abbiamo utilizzato uno studio diverso da quello che utilizzavamo in precedenza, i Sami Studios di Stoccolma, all’inizio eravamo solo andati per provarlo e fare una sorta di demo, qualcosa del genere, ma poi alla fine, non ricordo neanche perché, siamo andati semplicemente lì ed abbiamo registrato direttamente tutto.

Nell’album ci sono tematiche particolari delle quali volevi parlare? Che cosa ci puoi dire sulle basi concettuali che stanno dietro alle liriche?
No, in effetti niente di particolare. Se posso riassumertelo l’album riguarda: guerra, odio contro la religione, il lato oscuro della mente umana. Abbiamo fatto un piccolo passo per allontanarci dalle vecchie tematiche “blood & gore”, così abbiamo provato un nuovo approccio, semplicemente, un pizzico di “nuovi Dismember”. Abbiamo fatto quelle cose riguardanti il sangue per così tanto tempo che un piccolo cambiamento ci sarebbe proprio piaciuto.

Ma i temi riguardo alla religione rimangono sempre, li ritieni particolarmente importanti?
Sono lì per ricordare alla gente che esiste anche la realtà.

(un momento di pausa, poi scoppia a ridere)

Capisco bene il tuo punto di vista. Continuando a parlare di questo lato dei Dismember, nel passato scrivesti una canzone chiamata “Beyond Good And Evil”. C’è una qualche relazione con Nietzche o è solo una casualità?
No, abbiamo solo preso in prestito il titolo.

Cioè, sapevate che Nietzche aveva scritto questa opera ma non vi siete rifatti tematicamente ai contenuti?
Sì, conoscevo il lavoro di Nietzche, sapevo che aveva scritto qualcosa del genere, ma abbiamo solamente preso il titolo. E adesso che tiri fuori la questione in effetti non riesco nemmeno a ricordare di che cavolo parla la canzone!

(ridiamo)

Forse sono solo stanco, ho fatto così tante interviste per tutta la settimana dalle undici della mattina alla mezzanotte e sto cominciando a dare i numeri, quindi boh magari il testi riguardavano anche Nietzche, andrò a prendere l’album e controllerò che cosa riguardavano!
[PAGEBREAK] Cambiamo argomento allora: che cosa ne pensano i Dismember della scena odierna, per quanto riguarda il death metal in particolare, seguite la scena di Göteborg, tutte queste band che vanno davvero forte in termini di pubblico e vendite?
Mmmmm, che posso dire. Fortunati loro! Gli auguro il meglio, sicuramente hanno lavorato sodo per arrivare dove sono ora e meritano il successo. Ma questo non vuol dire che personalmente mi piaccia la loro musica! Non condivido la loro idea di musica. Non penso che rappresenti il death metal, quello che io penso sia death metal. In effetti non so nemmeno che cosa pensino di suonare loro, ma qualcun altro li ha etichettati “melodic death metal”, e… naaah, non è death metal. Penso che sia Heavy Metal misto con della musica “aggressiva”.

Che cosa ne pensi di queste band: Morbid Angel, At The Gates, Cynic, Carcass?
Gli At The Gates sono ottimi, la vecchia roba, penso sia davvero buona. Come i The Haunted, mi piace questo genere. Hanno un sacco di vecchie influenze thrash ma la musica che fanno è davvero fantastica. I Cynic? Non li conosco in effetti…?

Sono una sorta di “cult band”, hanno fatto un solo disco nel ’93, Focus. Si tratta di death metal molto tecnico misto a influenze jazz e fusion.
Ah, sì, penso di aver capito, come gli Atheist intendi?

Sì, esatto, più o meno.
Penso di aver sentito un loro demo molto tempo fa, ma non riesco a ricordare niente.
I Carcass, be’, mi piace molto più il materiale vecchio che le cose più recenti. Penso che il loro migliore album sia il primo. Quell’album, beh… vediamola in questo modo: non è ben suonato e la produzione è pessima, ma quando uscì era la cosa più estrema che avessi mai sentito. Quando lo sentì fu come… “HOLY FUCK!!” “WHAT IS THIS!?!” non riuscivo a credere alle mie orecchie e neanche ai miei occhi, guardavi alla cover e dicevi “che diavolo, dove hanno trovato questa roba!?” Ero davvero “preso”, capisci, mi avevano stupito, ero davvero un grande fan dei Carcass a quei tempi. Penso che potrei cantare tutti i testi del primo album! Era davvero ottimo. Poi venne “Symphonies of sickness” mi sembra, che era più rifinito, ancora brutale, con buone canzoni, ma mi piace ancora di più il primo. E quindi venne tutto il resto, del quale non mi importa molto. Non mi piace quel tipo di musica. Mi piacciono cose più grezze, brutali, pesanti, sembra che qualcuno ti stia colpendo mentre li ascolti… (mima una persona che urla e soffre) è musica davvero aggressiva insomma.

(Ci siamo persi per strada i Morbid Angel! Chiedo scusa!)
Se non ricordo male hai anche avuto l’occasione di incontrare Michael Amott (Carcass, Arch Enemy, Spiritual Beggars) c’erano alcuni progetti al tempo con membri dei Dismember e membri dei Carcass?

Sì. Praticamente andò così: i Dismember a quei tempi avevano fatto solo demo, poi si divisero, quindi Fred e David (batteria e chitarra dei Dismember -ndR) andarono a costituire i Carnage, e mi sembra che Michael Amott fu in effetti la persona che ideò i Carnage, non sono sicuro, forse gli sto dando crediti che non merita, ma penso che fu lui a crearli. Tutti prima vivevano in diverse città, ma poi si trasferirono a Stoccolma, allora Fred e David si unirono ai Carnage e sciolsero i Dismember. Il vecchio cantante per i Carnage era stato mandato via
[PAGEBREAK] E così chiamarono di nuovo te?
Mmm sì, ma non “di nuovo” perché io non ero ancora stato nei Dismember! È una storia un po’ complicata! Per tagliare corto, i Carnage dovevano fare un album e presero me. L’album fu registrato, e non appena pronto, Michael se ne andò a casa sua e praticamente sparì. Lo risentimmo circa tre mesi dopo. Era nei Carcass!

Ah, praticamente lasciò i Carnage senza dire niente?
Esatto.

(Credo che Amott non sia molto simpatico a Matti. Gli piacciono i Carcass fino a quando Michael non entra a farne parte, viene abbandonato da lui nei Carnage senza nemmeno essere avvertito.. Durante l’intervista ne parla sempre con un certo distacco -ndR)

Così ovviamente ci siamo fermati, abbiamo analizzato la situazione ormai chiara e ci siamo detti: “Ok, i Carnage non esistono più”. Fred disse qualcosa come: “Ho intenzione di riformare i Dismember. David e Matti volete unirvi?” e noi: “…Yes!!”. E siamo stati nei Dismember da quella volta. Accadde nel 1990.

Prima mi stavi parlando della vecchia immagine dei Dismember, con le tematiche “blood & gore” per intenderci, so che avete avuto problemi giudiziari nel passato con la canzone “Skin Her Alive”, ricordiamo poi le foto fatte per un album che vi ritraevano coperti da sangue di… era un maiale?
Sì, era sangue di maiale…

Povero maiale!

(scoppia a ridere. Perché non se l’aspettava, non una “risata sadica”..)

Quindi mi confermi che non siete più interessati da tematiche ed immaginari del genere?
No, no, è tutto parte del passato. È storia, l’abbiamo fatto, siamo stati “lì”. Non c’è bisogno di ripeterlo.

E quella volta l’avete fatto esclusivamente per l’effetto “shock”?
Sì, lo facemmo solo per l’effetto. Devi anche considerare le nostre età, eravamo più o meno sedicenni, ci piacevano quelle band con immagini forti, volevamo fare lo stesso. Non so, non volevamo creare una sorta di immaginario o qualcosa del genere, tutto passò abbastanza velocemente, tenemmo la roba gore su Pieces e su Indecent & Obscene, poi fu già quando cominciammo a fare Massive Killing Capacity che cambiammo leggermente, dicendo: “ok, è stato già fatto, l’hanno fatto anche molte altre band”. Cominciavano ad esserci un sacco di band con il sangue in faccia. Non era più niente di nuovo, quindi basta. Non abbiamo più considerato niente del genere da quella volta.

Ed oggi? Probabilmente siete uomini con famiglie, ed altri lavori, la musica rimane ancora una passione, “suonare per l’amore di suonare”, o c’è la ricerca di un qualche messaggio, un traguardo che vorreste raggiungere? Che cos’è per te la musica ora?
Music is just love for death metal.
E questa è la ragione principale per la quale continuiamo ad andare avanti. È bello registrare dischi, andare in giro a suonare, incontrare gente divertente, strana, vedere il mondo. Ho visto quasi tutte le parti del mondo con la band ed è una grande opportunità il poter viaggiare e vedere nuvi posti. Insomma è questo che ci fa andare avanti, amiamo la musica, la suoniamo da tanto tempo, sentiamo questa cosa come se fosse naturale. Sarebbe strano per noi se non ci fossero i Dismember, facciamo tutte queste cose ormai da così tanto tempo. Insomma se ci dividessimo sarebbe tutto “strano”, così è semplicemente come devono andare le cose, la nostra normale routine.

Cosa ci dobbiamo attendere per il futuro? Continuerete su questa strada? Avete mai avuto la tentazione di cambiare le vostre origini, come hanno fatto ad esempio gli Entombed?
No… no. Abbiamo deciso di suonare death metal vecchia scuola, e tutte le nostre influenze vengono da lì, continueremo così. Ovviamente cercheremo sempre di rendere la musica interessante e non ripetitiva, ma continueremo così, è il “Dismember style” ormai, pensiamo di aver trovato il nostro sound. Insomma, “se non è rotto, perché aggiustarlo”!

Mi sembra giusto! Bene, è tutto, vuoi aggiungere qualcosa per i lettori di Loudvision?
Yeah, keep supporting metal! Continueremo ancora a divertirci!

Scroll To Top