Home > Recensioni > Dissection: The Past Is Alive (The Early Mischief)
  • Dissection: The Past Is Alive (The Early Mischief)

    Dissection

    Loudvision:
    Lettori:

I tempi che furono, una volta di troppo

Rilasciato originariamente nel 1997 e rispolverato lucrosamente nel 2001 in digipack, quando Nödtveidt è ancora in carcere e non si sa se i Dissection potranno mai tornare a suonare. Anche per questo il loro nome ha acquistato una valenza quasi mitica, lo sa bene la Necropolis Records che decide di ripescare i vecchi demo della band e ripresentarli sul mercato, con il sommamente lodevole scopo di donare ai fan quello scorcio di underground dei primi anni ’90, la nascita grezza e le emozioni primitive del fenomeno Dissection. O almeno, questo è quello che dicono loro, perché evidentemente si tratta dell’ennesima operazione di raschiatura del fondo del barile; quasi tutti pezzi in tracklist li troviamo su “The Somberlain”, tranne tre episodi, più due brani dei Satanized, side-band di Nödtveidt e Norman che suona praticamente come i Dissection (non che sia un male). Canzoni registrate in modo grezzo, restaurate da vecchi demo in cassetta, che catturano lo spirito del tempo e trasportano intatta la loro identità, ma anche per il fan c’è poco da gioire visto che ha già ascoltato e riascoltato gli stessi pezzi registrati e confezionati in modo decisamente migliore. Senza contare poi le scarse note biografiche nonché la pochezza grafica e contenutistica del lavoro svolto dalla Necropolis, che promuove un disco totalmente superfluo, tanto che potrebbe essere tranquillamente evitato anche dal completista della band. Si riesce davvero a sentirci dentro i “bei vecchi tempi”, ma la voglia di rievocarli spinge invece a togliere dal lettore “The Past Is Alive” e tirare fuori dalla bacheca di cristallo la consunta copia di “The Somberlain”. Quindi, chi ce lo fa fare?

Scroll To Top