Home > Report Live > Diva per una sera

Diva per una sera

Una location decisamente in quella che ha ospitato l’incontro tra Annie Lennox e i 300 fortunati che sono riusciti ad avere il loro nome nella lista. Un mini spettacolo durato appena un’ora in cui la cantante scozzese ha presentato il suo ultimo disco, “The Annie Lennox Collection”, e se stessa, nella ormai consolidata versione femminile di Bob Geldof. Giusto per fugare ogni dubbio, per chi ancora ne avesse, sulle priorità della vita e della carriera della Diva. Anche se non è per nulla certo che alla fine della serata tutti abbiano davvero colto la sua profondità, la sua semplicità, la sua grinta e tutta la sua dolce follia. Noi compresi, si capisce.

Potremmo scegliere di farvi morire di invidia, dicendovi semplicemente che la voce di Annie Lennox è straordinariamente ancora lì. Terribilmente penetrante. Invadente e carica di emozioni. Così tanto da far cedere anche una stangona in abito da sera e tacco dodici. E anche se si capisce perché non abbia fatto la pianista, la sintonia tra Annie e i tasti neri e bianchi ha regalato agli spettatori una veste davvero intima ai brani, come “Why?”, di cui avevamo già avuto un assaggio grazie a Sanremo, “Little Bird” e “Sweet Dreams (Are Made Of This)”.

È per render giustizia al personaggio, però, che ci sembrerebbe riduttivo parlare solo di questo. Perché tra una canzone e l’altra la serata, o meglio, l’ora di performance è stata densa di contenuti. Ricca di immagini taglienti. Di quelle che non importa quante volte le hai già viste, non smetteranno mai di colpire dritte allo stomaco. Spaccati di quel genocidio virale di cui Mandela parlava quando, nel 1987, la (più) giovane Annie Lennox fu travolta dalla sua causa umanitaria. Ci si accorge così che la musica è un veicolo, il più efficace a disposizione della cantante, per continuare a comunicare con il suo pubblico. Soprattutto, un pretesto per condividere, per dirla con le sue stesse parole, esperienze. Cercando di accarezzare una sensibilità troppo spesso relegata alle buone intenzioni.

Solo un’ora. Passata anche piuttosto velocemente. Grazie anche agli intermezzi macchiettisti di una Annie Lennox quanto mai generosa di aneddoti. Felici e colpiti, torniamo alle nostre vite. Qualcuno già programma il dopo serata, qualcun altro rientra a casa per riprendere il contatto con la realtà prima del brusco ritorno al lavoro, il mattino dopo.

“Pavemen Cracks”
“Little Bird”
“A Thousand Beautiful Things”
“Cold”
“Must Be talking To An Angel”
“Why”
“Here Comes The Rain Again”
“Sweet Dreams (Are Made Of This)”

Scroll To Top