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Django Unchained: la colonna sonora

Morricone, Bacalov, Ortolani: piccola guida per orientarsi tra i titoli della colonna sonora (si può ascoltare qui) di “Django Unchained“, il nuovo attesissimo film di Quentin Tarantino — nelle sale italiane a partire dal 17 gennaio — nel quale il linguaggio musicale (italiano) degli spaghetti western e le suggestioni leggendarie (tedesche) di Siegfried e Brünnhilde sono gli strumenti che consentono allo schiavo nero Django di far esplodere il mito americano dall’interno per poi appropriarsene.

BRANI ORIGINALI
Partiamo dai pezzi originali che per la prima volta nella filmografia di Tarantino assumono un’importanza consistente mettendo insieme linguaggi musicali prettamente americani (ci sono il rap e l’R&B) e un gusto per la colonna sonora tutto italiano (c’è Ennio Morricone).
Le canzoni sono “Freedom” di Anthony Hamilton in duetto con Elayna Boynton,
100 Black Coffins” di Rick Ross, “Who Did That To You?” di John Legend, “Ode to Django (The D is Silent)” di RZA (è la bonus track acquistabile da iTunes) e soprattutto
Ancora qui” scritta da Morricone e interpretata da Elisa, anche autrice del testo.

DJANGO” di Sergio Corbucci (1966) musica di Luis Bacalov
Dal vendicatore misterioso (e trascinatore di bara) interpretato da Franco Nero nel capostipite rozzo, violento e gustoso di una lunga serie di epigoni, Tarantino pesca il celebre “Main Theme” intonato da Rocky Roberts (usato anche qui nell’incipit), “Town of Silence” e “La corsa“. I brani scandiscono il percorso di formazione del Django interpretato da Jamie Foxx che da schiavo in catene diventerà «the fastest gun in the South»: sulle note di Bacalov e con il sostegno fondamentale del raffinato cacciatore di taglie tedesco Schultz (Christoph Waltz) che lo inizia alle sottili arti del racconto e della messa in scena, il Django scritto da Tarantino impara insomma ad essere vero protagonista di un film. Western, ma non solo.

TWO MULES FOR SISTER SARA” (“Gli avvoltoi hanno fame”) di Don Siegel (1970) — musica di Ennio Morricone
Nel 1970, dopo la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone ma prima che Don Siegel firmasse il Callaghan n.1 e Clint Eastwood il suo esordio alla regia, esce nelle sale questo piccolo film che mescola il senso d’avventura del western, l’ironia degli spaghetti (nella partitura del Maestro Ennio ragliano i muli) e le schermaglie della commedia romantica americana (lui è Clint, lei è Shirley MacLaine).
Nella tracklist di “Django Unchained” troviamo “The Braying Mule” e il
Sister Sara’s Theme“.

I GIORNI DELL’IRA” di Tonino Valerii (1967) — musica di Riz Ortolani
Ancora uno spaghetti-western, diretto da Valerii (che fu assistente alla regia di Sergio Leone) e interpretato da Giuliano Gemma, Lee Van Cleef e Yvonne Sanson. Il brano scelto da Tarantino per accompagnare l’addestramento di Djanco come cacciatore di taglie è il tema principale, “I Giorni Dell’ira (Days of Anger)“.

LO CHIAMAVANO KING” di Giancarlo Romitelli (1971) — musica di Luis Bacalov
Pochi anni dopo “Django”, Bacalov compone le musiche per questo film di Romitelli: non è tra i più noti e apprezzati della stagione del wester all’italiana ma vanta la presenza nel cast di Klaus Kinski. Anche in questo caso per “Django Unchained” è stato preso il main theme, “Lo Chiamavano King (His Name Was King)“: il “King” di Tarantino è ovviamente il Dr. King Schultz.

UNDER FIRE” (“Sotto tiro”) di Roger Spottiswoode (1983) — musica di Jerry Goldsmith
Con il brano “Nicaragua” lasciamo momentaneamente il western per il film bellico di stampo antimilitarista: in “Under Fire” Nick Nolte, Gene Hackman e Joanna Cassidy sono rispettivamente un fotografo e due giornalisti impegnati come reporter in zone di guerra.
Tra le altre (numerosissime) colonne sonore composte da Goldsmith ricordiamo “Rambo”, “Gremlins”, “Alien” e “Star Trek”.

I CRUDELI” (“The Hellbenders”) di Sergio Corbucci (1967) — musica di Ennio Morricone
Di nuovo Corbucci, di nuovo Morricone, di nuovo western. Dalla colonna sonora Tarantino estrae il brano “Un monumento“.

LO CHIAMAVANO TRINITÀ” (“They Call Me Trinity”) di E.B. Clucher, pseudonimo di Enzo Barboni (1970) — musica di Franco Micalizzi
Bud Spencer e Terence Hill non hanno bisogno di presentazioni: a Django prestano “Trinity (Titoli)“, interpretata da Annibale e i Cantori Moderni, che sancisce il trionfo di Django e la sua definitiva consacrazione come cine-eroe.

ESTRATTI DI DIALOGHI
I frammenti audio del film compresi nell’album, e a tutti gli effetti importanti tasselli della partitura, sono “Winged” (si ascolta la voce di James Russo), “In that Case Django, After You…” (Christoph Waltz e Jamie Foxx), “Five-Thousand-Dollar Nigga’s and Gummy Mouth Bitches” (Don Johnson e Christoph Waltz), “Sneaky Schultz and the Demise of Sharp” (Don Stroud), “Hildi’s Hot Box” (Samuel L. Jackson e Leonardo DiCaprio), “Stephen the Poker Player” (Samuel L. Jackson) e “Six Shots Two Guns” (Samuel L. Jackson e Jamie Foxx).

ALTRI BRANI
Da segnalare “Unchained“, bizzarro remix a cura di Claudio Cueni che fonde le voci di 2Pac (“The Payback”) e James Brown (“Untouchable)”, e “I Got a Name” di Jim Croce, contenuta nell’album omonimo pubblicato nel 1973.
Tra quelle presenti nel film ma non nella tracklist dell’album, “Ain’t No Grave” di Johnny Cash.

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