Home > Recensioni > Dogs In The Garage: End Of Time (EP)

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Abbaiate più forte

Francesco Cremisini, Matteo Bellezza, Alberto Sempreboni e Simone Gerbasi provengono da Roma. Tutti con esperienza in altri gruppi alle spalle, tutti musicisti che si meritano siffatta definizione.

L’EP che presentano al pubblico è costituito da quattro tracce in stile rock classico, con qualche accenno sommesso all’hard (“Josephine”) e tiratine di giacchetta al pop.
L’ascolto è piacevole e non impegnativo, probabilmente a causa della deviazione del genere, abbastanza leggero anche per le orecchie più snob.
L’intento della band è quello di unire sogno, incubo e realtà in un unico insieme di atmosfere che ben rispecchi tali stati dell’essere.
Testate voi stessi.

Saper suonare va sempre scisso dall’essere artisti.
I quattro sanno sicuramente impugnare chitarra, basso e bacchette, eppure il sentimento che desiderano trasmettere all’audience fa fatica a filtrare dalla carta.
L’originalità è lontana, tanto da non essere visibile ai miopi.

Pro

Contro

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