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  • Dokken: Lightning Strikes Again

    Dokken

    Data di uscita: 11-04-2008

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L’intenzione rimasta sospesa

Il minimo comune multiplo delle recenti reunion si chiama Frontiers. Forzate o spontanee che siano, dietro di esse vi è sempre il sogno di Serafino Perugino di resuscitare le gloriose sonorità hard’n’heavy di oltre due decenni. Così, a quattro anni da “Hell to Pray”, compare anche il nuovo lavoro di Don Dokken, che nel frattempo ha licenziato la storica coppia Pilson/Lynch e si è fatto una plastica vocale per un aspetto più docile e moderato. Parafrasando un antico brocardo latino, potremmo dire: “Tale voce, tale musica”. E difatti, l’intenzione di rinnovare la carica energica e vitale degli esordi è più sulla carta che non nella sostanza. Senza mordente, senza pathos compositivo, l’album si accontenta di qualche ritmo sostenuto, intervallato da un paio di ballate e da altrettanti mid tempo. Nulla, ahimé, rimane dopo ripetuti ascolti; è proprio quel genere di cibo che si strozza in gola, perché non riesce a sciogliersi e diventare bolo. Da un lato, il continuo ricorso al falsetto di Don, dall’altro una sezione ritmica che ha perso aggressività, lasciano spesso sola una chitarra, a discapito della corposità del suono.
Un album del genere, c’è da scommetterci, non venderà una copia in Giappone, dove profanare la memoria dei defunti è considerato grave disonore.

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