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Dominici: Fine della saga: il controverso vocalist racconta

Nei prossimi giorni uscirà il nuovo album di Charlie Dominici (“O3 A Trilogy Part III”), il cui nome è indissolubilmente legato a “When Dream And Day Unite”, primo e storico album dei Dream Theater. Impossibile non cogliere l’occasione di intervistarlo e parlare del suo nuovo progetto, i Dominici, ed anche, con un piglio di curiosità, dei suoi trascorsi con la famosa band di prog metal.

Ok Charlie. Per prima cosa, vorrei che tu sappia quanto sono felice di intervistarti. Come molti altri, mi sono avvicinato al prog metal grazie a quel capolavoro che è stato “When Dream And Day Unite”. Ok, mettiamoci subito all’opera e, prima di parlare – ovviamente, come già molti si aspettano – di quella che è stata la tua esperienza con i Dream Theater, innanzitutto discutiamo del tuo progetto solista, i Dominici.
So che vieni da una famiglia di musicisti. Allora, dicci come sei diventato un artista e che ruolo hanno avuto in ciò i tuoi familiari. Che rapporti ci sono ora tra loro e te?

Purtroppo non ho più alcun contatto con quei familiari che, quando ero ragazzo, mi hanno instradato in questa carriera. E questo perché sono tutti morti [gaffe! N.d.R.]. Forse potrebbe essere che, in questo momento, loro siano in contatto con me dall’Al di là senza che io lo sappia. Possibile!

Scusa Charlie. Non lo sapevo! Andiamo avanti. Chissà che mi riesca meglio la seconda domanda. Tu hai composto una trilogia il cui titolo “O3″ è la formula chimica dell’Ozono. Perché ti sei riferito a questo elemento? Allora, parlaci un po’ dei significati che sono dentro il concept. Ci puoi dire qualcosa sui testi?
L’Ozono (O3) è il centro della storia del primo capitolo, ma scoprirete più tardi, nella terza parte, che esso è da me considerato solo come una delle tante minacce per l’umanità.
Il contenuto dei testi si incentra su un grande e profondo tema. Sarebbe meglio se i nostri lettori si recassero al mio sito web per leggerlo più approfonditamente. Su www.dominici.com troverete i testi di tutte e tre le parti del concept. Nel frattempo, posso dire che si tratta di una storia che rispecchia la nostra storia di uomini, dagli albori del tempo fino ad una nuova alba.

C’è una grande differenza tra la prima parte della trilogia da un lato e la seconda e la terza dall’altro. Il primo capitolo è tutto unplugged, molto intimistico e meditativo, suona come un folk rock acustico. Nella seconda e terza parte, invece, tu ritorni ad un prog metal moderno ed attuale. Che cosa ha determinato questa profonda differenza? Era tutto programmato sin dall’inizio oppure hai deciso successivamente questa inversione di stile?
In verità, ho composto la prima parte della trilogia in forma acustica perché non avevo ancora una band. La seconda e la terza parte, invece, sono proprio come avrei voluto sin dall’inizio, ma – come dicevano i Rolling Stones – “non sempre è possibile ottenere ciò che si desidera!”

Ed ora, come pensi di orientarti in tour? Pensi di essere in grado di eseguire qualsiasi pezzo della prima parte della trilogia, oppure, per via della diversità, sarà impossibile con la nuova band?
Non ne ho idea. Credo che eseguire al massimo uno o due pezzi della prima parte sia più che sufficiente. Immagino, infatti, che il pubblico verrà per vedere la band intera e non uno show unplugged.

Al di là di ciò, quali altre differenze credi che vi siano tra la seconda e la terza parte della trilogia? C’è qualcosa di apocalittico nel tuo nuovo sound. Oltre ad essere cupo, è anche molto pessimistico.
È vero. La terza parte è molto oscura, come le news che ascoltiamo ogni giorno in televisione. Come ti ho detto, è uno specchio del mondo nel quale viviamo.

Nella prima parte della trilogia, tu suoni tutti gli strumenti: chitarra, vocals, tutto insomma (per quanto pochi strumenti ci siano). Invece, la seconda e la terza parte sono state realizzate grazie all’aiuto degli italiani Solid Vision, i quali solo un anno fa, hanno realizzato un grande album: “The Hurricane”, che credo sia molto in linea con il tuo suono. Puoi presentarci la tua band?
Sono davvero fortunato ad aver trovato il gruppo perfetto: questi ragazzi mi hanno aiutato a realizzare la mia idea, la mia “Solid Vision”! La band ha contribuito parecchio nel processo di scrittura della musica. Sono molto creativi e sono orgoglioso di lavorare con loro. Ad ogni modo, Brian e Yan Maillard sono svizzeri, ma vivono in Italia.
[PAGEBREAK] Ho una curiosità: dal giorno in cui tu hai lasciato i Dream Theater fino alla prima parte della trilogia, che cosa hai combinato per tutto questo tempo? C’è una ragione dietro la tua assenza?
Ho sentito il bisogno di un break dagli affanni della musica, dopo vent’anni che lavoravo per essa. Sapevo già allora che un giorno sarei tornato e ci sono voluti 12 anni per riconquistare il mio amore un’altra volta!

La tua voce è divenuta più profonda e matura. Riesci ancora a cantare la vecchia roba? Devo essere onesto: la prima volta che ascoltai la tua voce, nel primo album dei Dream Theater (“WDADU”), ho creduto che fosse una voce femminile! All’epoca avevi un timbro molto sottile e cantavi in falsetto. Oggi invece è robusto e carismatico. Cosa è cambiato?
Ho smesso di vestire biancheria intima troppo stretta! (risata)

Come per molta altra gente che ora ci legge, devo confessarti che il primo album dei Dream Theater ha un posto speciale nel mio cuore, anche se James LaBrie è un grande cantante. Cosa oggi ti piace ancora di “WDADU” e cosa invece depenneresti? Che ruolo hai avuto nella composizione di quell’album e quanto oggi continua ad ispirarti?
Ah! Ma queste sono tre domande in una! Allora procediamo per gradi:
1. Non mi piace più il sound di “WDADU”, ma continuo ad amare la sua energia;
2. Nella composizione di quell’album, ho avuto un ruolo di coo-compositore della musica: ho scritto molte delle melodie e qualche testo;
3. “WDADU” non ispira più la mia musica. Piuttosto sono stati gli eventi internazionali ad ispirarmi “O3″.

Quale ex membro di una delle band oggi più famose ed imitate, come vedi i Dream Teater e James LaBrie? Cosa pensi delle loro canzoni e quale album preferisci?
Credo che James sia davvero grande! Lui è certamente più bravo di quanto lo fossi io all’epoca. Ma ora io appartengo ai Dominici!
Comunque, in questo periodo non ho ascoltato molta musica perché ero impegnato nella fase di scrittura della trilogia e soprattutto perché non voglio essere influenzato dagli altri, specialmente dai Dream Theater! In ogni caso, se proprio devo scegliere, il mio album preferito dei D.T. è “Scenes From A Memory”!

Quali sono state le ragioni della rottura con i Dream Theater? Farai mai una live-performance con loro, in futuro?
È una domanda ormai noiosa perché mi è stata fatta tante volte e tante volte ho risposto. Noi non stiamo più insieme, e questo è tutto. Alla tua seconda domanda, risponde invece il dvd “When Dream And Day Reunite” disponibile sul sito dei Dream Theater e pubblicato dalla Ytsejam Records. In occasione, infatti, del concerto-anniversario del 6 marzo 2004, sono stato avvicinato da Mike Portnoy per cantare col vecchio gruppo!

Ora che hai completato la terza parte della trilogia, quali altri progetti hai per il futuro? La band “Dominci” continuerà ad esistere e con essa registrerai qualcos’altro o cambierai di nuovo gruppo?
Spero che di poter continuare a scrivere e suonare musica insieme a questa magnifica band, ma tutto dipende dalla vendita del CD e da qualche show che ci possa retribuire sufficientemente. Se vi piace la band, aiutateci a sostenerla ed a non scaricare illegalmente i cd. Acquistateli piuttosto!

Bene Charlie! Voglio ringraziarti per questa intervista. Spero, nel contempo, il meglio per i tuoi progetti e per l’album appena uscito. Spero altresì di vederti in tour e poter bere qualcosa insieme!
L’hai detto! Grazie a te, Angelo ed allo staff di Loudvision, che è davvero un ottimo portale. Per tutto ciò che non ci siamo detti, puoi anche andare a visionare il mio sito: www.dominici.com!


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