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  • Don Caballero: Punkgasm

    Don Caballero

    Data di uscita: 19-08-2008

    Loudvision:
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Il secondo album è sempre il più difficile

In realtà questo sarebbe il sesto, ma considerando la rivoluzione che è avvenuta all’interno della band in occasione del precedente “World Class Listening Problem”, sarebbe difficile, se non quasi scorretto, valutare il percorso del gruppo come se si fosse compiuto in continuità. A tenere salde le redini c’è ancora il batterista Damon Che, presenza fissa in tutte le incarnazioni di una band che può essere considerata a tutti (o quasi) gli effetti la sua personale creatura.

Sebbene non siano percepibili radicali sconvolgimenti nello stile e il disco si possa nuovamente inscrivere in quel sottogenere convenzionalmente chiamato math-rock, è presente un certo numero di novità: uno su tutti, l’introduzione del cantato in alcuni brani.
Nel complesso si riscontra una maggiore varietà rispetto al lavoro precedente, soprattutto perché diminuisce lo spazio concesso agli appesantimenti metallici, cosa che dovrebbe consentire ai Don Cab di mettere nuovamente in luce la creatività e le finezze per cui sono noti.
Purtroppo ciò avviene solo sporadicamente: nei brani identificabili con il tradizionale suono del gruppo domina infatti un senso di eccessivo studio, di scarsa emotività. Alcuni, come ad esempio “The Irrespective Dick Area”, sembrano scritti con il pilota automatico. Gli arpeggi, le deviazioni e i riff in controtempo vengono sciorinati con una competenza stellare, ma in modo addirittura – orrore! – prevedibile.

Ma la cosa grave è che sono proprio queste le canzoni più godibili del lotto: fatta eccezione per alcuni frangenti, il cantato sembra portare i Don Caballero in territori vicini a un semplice rock alternativo anni ’90, e si percepisce quanto i tre siano tutto sommato dei principianti della forma-canzone. Se non fosse che il moniker esiste da diciotto anni, si potrebbe considerare “Punkgasm” come il secondo, indeciso lavoro di una band ancora alla ricerca delle proprie vere vocazioni. Ma se l’alternativa è fare paragoni con il passato forse è meglio fermarsi qui.

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