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Don Draper: Uomo d’altri tempi

Non giriamoci tanto intorno: per essere dei convincenti cloni di Don Draper dovete essere dei bravi mentitori. In tutti i sensi. In campo lavorativo, dove la vostra capacità di ruotare intorno alle opinioni avverse e traghettarle mellifluamente dalla vostra parte senza che l’interlocutore ne abbia sentore, è fondamentale. Ma non siate timidi o inorriditi. Ha anche il suo lato positivo. E qui Draper diventa estremamente contemporaneo: voi siete il fantasista della vostra azienda pubblicitaria, il vostro lavoro è convincere l’audience. E in questo siete bravi. No, scusate: siete i migliori. Dunque, dovrete esserlo.
Anche perché raccontare balle è un modo per voi di vivere in società. Don Draper è un nom de plume marchiato a vita. Nessun altro deve sapere che voi venite da una famiglia di campagnoli. Avete speso un’intera esistenza rubando un nome a un commilitone morto e avete costruito il vostro capolavoro. Insomma voi siete i migliori nel vostro lavoro perché è tutta la vita, o quasi, che raccontate balle, o per meglio dire che recitate una parte che è ormai parte di voi, quell’identità ormai siete voi. Motivo per cui siete bravi a pubblicizzare: pubblicizzate voi stessi dal mattino alla sera.
La risultante è che dovete mentire con tutti. Anche con vostra moglie. Sarà pur vero che siamo negli anni ’60 ma temo sia difficile che anche allora vostra moglie sopporti troppo le scappatelle. Soprattutto perché per voi è un passatempo continuo. Vi piace fare colpo sulle persone, e sulle donne ancor più. Molti saranno scandalizzati, le lettrici in particolar modo, e a ragione anche, ma prima di emettere giudizi pensate a voi come a uno studente dell’Actor’s Studio: dovete entrare nel personaggio, nella sua mentalità, anche un po’ maschilista. Poi certo dovete tener conto della controparte. Vostra moglie è una sorta di WASP purosangue, a metà tra Grace Kelly e Jackie Kennedy, ma mentre i favolosi 60s procedono, i venti della liberazione femminile arriveranno pure nel vostro salotto.
[PAGEBREAK] Eleganza. Ecco un termine che definisce al meglio Don. Avrete un guardaroba da urlo e vestirete giacche camicie e cravatte con naturalezza e classe. Gli altri devono pensare che quei vestiti vi sono cresciuti addosso. E poi vi conviene: quell’aria perfettina, quell’aura da uomo d’altri tempi, sicuro di sé e vincente vi viene anche dagli stilisti che vi portate addosso. Ed è il primo step che vi permetterà di essere convincente con tutti, vi indicherà come leader cui ogni sottoposto chiederà consiglio e cercherà l’approvazione. Alla Sterling & Cooper voi siete una divinità e dovete vestirvi e esserlo adeguatamente, senza atteggiarvi. Perché la vostra forza sta proprio nel fatto che non cercate di fare colpo. La vostra forte individualità vi renderà un modello automaticamente.
Fumo & alcol. Certo oggi, negli anni Duemila imbottiti di (giustissime) campagne anticancro i due compagnucci preferiti dei mad men li vediamo con un pochino di sospetto. Ma provate a immaginarvi nelle vesti – eleganti – di Don senza un bicchiere di scotch in una mano e una sigaretta nell’altra. No, eh? Il quadro – pubblicitario – proprio non funziona. Certo poi andiamolo a dire al fegato e ai polmoni. Dai, se fate a meno di quest’ultima opzione un po’ vi capisco.

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