Home > Recensioni > Doomfoxx: Doomfoxx
  • Doomfoxx: Doomfoxx

    Doomfoxx

    Loudvision:
    Lettori:

“Vecchia scuola” alla riscossa

Altro debutto in casa Armageddon anche se, in questo caso, le facce dei membri della band, riprese da una foto nel retro copertina del promo, lasciano pensare che i cinque scanzonati australiani non siano proprio di primo pelo, giusto per usare un eufemismo. Questioni anagrafiche a parte, va detto da subito che, nonostante non si tratti di un capolavoro, chiunque di voi là fuori sia alla ricerca di un bel disco rock dal sound AC/DC o Rose Tattoo non rimarrà deluso dal prodotto che i Doomfoxx sono riusciti a sfornare in questo finire di 2005. Chitarre in primo piano a creare tappeti ritmici dal sapore 80′s e voce graffiante, ma pregevole, per modulazione ed interpretazione dei brani, valga ad esempio “My Beautiful Friends”, ballad pseudo-romantica utilizzata come singolo apripista per l’album nonché come base per il primo video del combo australiano. Ascoltando poi pezzi come “Look Ma No Hands” o “Piece Of Me” (secondo singolo) sembra che i vent’anni trascorsi da quando il rock grezzo e sudato imperava nelle tv commerciali americane non siano volati di botto. I tempi sono cambiati, oggi band del genere non se ne sentono più sui principali circuiti mediatici musicali e allora tocca a cinque energumeni tatuati fin nel midollo ri-insegnarci quello che il rock significa realmente per chi lo ascolta e per chi lo suona: uno stile di vita a tutti gli effetti, semplice (e buttate un occhio alla copertina!). In “Doomfoxx” troverete infatti un amalgama di suoni di matrice americana (“Schoolboy Adonis”, “Ginger Rose”) e nord-europea (“Sweetheart Of The Troops”, brano che riecheggia sorprendentemente i D.A.D. di “No Fuel Left For The Pilgrims”), e quando penserete che il circo abbia già chiuso ci penserà “Drugs”, tanto per restare in tema, a riportarvi alla cruda realtà. Qui i ritornelli ci sono ed entrano in testa, insomma è una sfida continua a non muovere il testone a tempo con la batteria, una sfida titanica che perderete in partenza dal momento in cui inserirete il cd nello stereo fino ad imbattervi in “Abandon All Hope”, una motorheadiana riconversione al rock’n’roll più verace. Il disco non gode di un suono “boombastic”, nonostante la produzione di Peter Blyton (noto mecenate del circuito australiano), ma i ragazzi sanno tenere in mano i propri strumenti, i riff escono alla grande e le canzoni che vengono sputate dalle casse sono un bel concentrato di energia e cattive intenzioni espresse a discreti livelli. Per farla breve, “Doomfoxx” è consigliato a tutti i fan delle band sopracitate e a coloro i quali abbiano un sentito bisogno di approcciare alla forma rock’n’roll più sanguigna che ci sia. Buon ascolto, anzi, per dirla con i Doomfoxx… buon “Rock’n’Roll Show”!

Scroll To Top