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  • DoomSword: Let Battle Commence

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Ancora una volta, ci siamo

Però questa volta è stato un vero e proprio parto.
Dopo aver visto la divina luce con “Resound The Horn”, la seconda fatica del nuovo ciclo dei DoomSword si presenta molto più ostica all’assimilazione. Il successo ha finalmente spalancato le sue porte ai lombardi, lanciandoli anche in una mini-serie di concerti celebrativi, dunque è conseguenza ovvia che i cambiamenti nel suono generale del nuovo album siano davvero pochi.
Ma si sa, ripetersi, pur non cambiando, è difficile. I concetti generali sono quelli a cui siamo abituati: true epic metal vuol dire atmosfere dense, tangibili, che evocano orde di soldati alla battaglia. Perfino i guerrieri sono gli stessi che avevamo già incontrato, come è facile dedurre dalla bardatura che mettono in mostra nei vari artwork di copertina; questa volta, però, la vicenda viene narrata per intero, sofferta e celebrata con lo stesso ardore di sempre: si tratta dell’armata danese che, guidata da Ivarr Senzaossa, nell’866 A.C. si accinge a conquistare la città di York. Vichinghi e Inghilterra, dunque, lo stesso binomio sfruttato anche dai lontani genitori dei nostri, quelli che suolevano cantare in coro “Hail To England”. Anche qui c’è spazio per riff trascinati e ripetitivi come un tempo, ma sostanzialmente l’avanzamento inarrestabile è riprodotto senza sosta dalle chitarre, per lo più ritmiche, in buona evidenza grazie ad una produzione più bombastica di quanto ci si sarebbe aspettato.
Detto questo, perché “Let Battle Commence” non convince come “Resound The Horn”? Perché se la prende con calma, non ama lasciare il segno con il primo attacco frontale, ma si fa attendere almeno fino all’assedio. Non vi sono cori tanto convolgenti quanto quelli del predecessore, passaggi che possano stendere al primo colpo e frecciate che non lascino scampo, si tratta più che altro di un lungo viaggio del singer Deathmaster, evidentemente ora più fiducioso nelle proprie possibilità, accompagnato da una truppa solidissima e ben conscia del proprio obiettivo.

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