Home > Recensioni > Dorothi Vulgar Questions: Against Myself

Velluto viola

L’associazione di idee che nasce con l’ascolto di “Against Myself” è quella con il velluto viola. Sarà per le chitarre taglienti e morbide al posto giusto. Sarà per la voce di Alessandro, sinuosa e decisa. I Dorothi sono un gruppo che ha già una sua identità ben precisa e, se a volte richiamano qualcosa di molto inglese, vi giuriamo che invece hanno la nazionalità italiana.

Undici pezzi rock eleganti. Non ancora al 100% delle possibilità di questa band, eppure invogliano all’ascolto. Soprattutto per il gioco tra le due chitarre.

Cinque ragazzi che arrivano e rinascono da ceneri di altri gruppi. La città di Siena è il luogo dove la leggenda Dorothi ebbe inizio nel 2005.
Con alle spalle anche una serie di live all’estero, la band definisce la propria musica come un meticciamento sonoro, un misto tra post punk che passa da Lou Reed e finisce nel grunge anni novanta.

Sicuramente è rock, se poi ci vedete anche voi del velluto viola tanto meglio.

Pro

Contro

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