Home > Recensioni > D.O.T.: Diary
  • D.O.T.: Diary

    D.O.T.

    Loudvision:
    Lettori:

Strade + musica

“Diary” è il secondo lavoro dei The D.O.T., uscito a poca distanza dall’esordio “And That” di fine 2012. Questo progetto di Mike Skinner (The Streets) + Bob Harvey (The Music) è piuttosto vario nelle sonorità, dai ritmi piuttosto incalzanti e per nulla monotoni. Il disco però funziona fino ad un certo punto. Quando sembra voler spiccare il volo (si pensi a “How We All Lie”, che parte al top per poi rimanere ancorata lì, senza far capire dove si vuole arrivare) rimane ancorato sulle sonorità tipicamente The Streets (“Under a Ladder”), godibili ma nulla più. Quando invece è Harvey a farla da padrone, la qualità aumenta sensibilmente. Bello a metà.

La dance di “Makers Mark” e di “Left At The Lights” (piccolo gioiello) sono i punti più alti del disco, che dimostra di essere interessante quando accelera i ritmi e infonde all’ascoltatore una voglia estrema di muoversi. Quando il ritmo rallenta (“Don’t Look At The Road”, “Under A Ladder”) si sfocia nella banalità e in un “già sentito” che fa scorrere alcuni episodi del disco piuttosto velocemente senza lasciare il segno. Lavoro adatto a tratti per un ascolto distratto a tratti per uno più approfondito. Come già detto, bello a metà, poco più che sufficiente.

Pro

Contro

Scroll To Top