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Dove diavolo è andato a finire?

Chi non ha imprecato almeno una volta per aver creato un profilo personale al posto di uno per band e viceversa? Chi non ha mai perso almeno una nottata nel tentativo grottesco di fare il restyle del profilo a colpi di html e copiaincolla? Ma soprattutto chi, sotto il fuoco degli spammoni coi loro commenti bastardi fatti di immagini enormi, non si è mai accanito sul tasto blocca utente? Bene, chi almeno una volta ha vissuto questo è – ma più probabilmente è stato – un myspacer. Sembrava ieri quando il social network era degno di tale etichetta e in piena età dell’oro, e così è stato fino a che le parole Facebook, con lo storico sorpasso di utenti di un anno fa, e Twitter, ne hanno sancito il declino.

Oggi, oltre a seminare nostalgia nei cuori degli aficionados questa discesa è altresì fonte di preoccupazione in casa News Corp. che a causa del mancato traffico minimo stenta a tener fede all’accordo da 900 milioni di dollari siglato nel duemilasei con Google, accordo che garantisce al motore l’esclusiva sulla ricerca di spazi pubblicitari dentro il social network. Detto in soldoni, tale crollo del traffico costerà al gruppo di Murdoch una cifra stimata intorno ai 100 milioni di dollari. Le dichiarazioni di Chase Carey – numero due di News Corp – al suono di ” non stiamo cercando di sconfiggere Facebook” e “non stiamo cercando di sconfiggere Twitter” lascerebbero intendere un cambio di policy in favore del fronte musicale (MySpace Music), da sempre cavallo di battaglia del social network, rispetto a quello personale come strumento di contatto per amici e parenti. Ad oggi infatti a sorreggere il “Place for Friends” sono rimasti MySpace Music, MySpace Fashion e MySpace Video, sezioni che da qui a breve potrebbero rappresentare la chiave di volta per il rilancio, puntando tutto sull’intrattenimento.

La fase dello scimmiottamento fatta di chat dell’ultim’ora e di servizi di scoprichivisitailtuoprofilo sembra dunque conclusa, mentre ancora una volta saranno i contenuti video ad essere l’ago della bilancia. Se da una parte sembra infatti difficile pensare ad una collaborazione col tubo è dall’altra probabile che nel nuovo MySpace vengano iniettati contenuti targati News Corp con buona pace di tutti, forse.

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