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Dove la tradizione incontra la speranza

Hevia è tornato. E lo ha fatto con un tour dedicato al suo ultimo lavoro “Obsessiòn”, un’esperimento più intriso di elettronica e creazioni personali dal sapore di avanguardia. Ma il futurismo non è stato il sapore di questo live: Hevia, infatti, omaggia solamente la tradizione e lo fa sia nella scelta dei brani, sia nella formazione del gruppo.

Lo spettacolo che offre al suo pubblico italiano è in trio, un approccio decisamente più intimo e tribale. Accanto al delicato piano, la presenza dell’eccezionale sorella Maria Josè alle percussioni è il degno complemento ritmico a una musica che non si lascia ingannare dallo scorrere del tempo. Flauto, cornamusa acustica ed elettronica sono gli strumenti che il “gaitiero asturiano” suona magistralmente davanti al suo pubblico raccolto in sospesa ammirazione. Semplice e ironico. Versatile e spontaneo.

Il Teatro della Società di Lecco è esso stesso cornice d’altri tempi: raccolto e drappeggiato. Hevia srotola, con sempre sorprendente disinvoltura, il suo repertorio di musica tradizionale asturiana, legando i brani con brevi racconti locali. Dall’ultima “Luz De Fandango” alla dolcissima “Si La Nieve”, da “Pericote” a “Vueltes” passando da “Naves” a “Sobrepena”. Improvvisa un tango e una tarantella. Inneggia “Busindre Reel” che tutti acclamano con sospirata attesa. E conclude, in solitaria esibizione, con l’improvvisazione di uno dei più grandi gaitieri spagnoli. Il tutto cadenzato da atmosfere di pace irreale e calma apparente. Un sogno.

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