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    Dr. Dog

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Ritorno al passato

Abbandonare il caos, i ritmi spezzati e veloci, l’immediatezza, per prendersi una pausa (ma senza uscire dallo studio di registrazione).
Tale è l’idea che sta dietro a “Be The Void”, interpretato come un invito a svuotarsi di tutto ciò che aveva riempito le giornate di Scott McMicken & co. nei tempi più recenti.

Il trucco sta nel riprendere la musica dei Dr. Dog da dove era rimasta poco dopo il debutto, mantenendosi sì ben saldi alla linea classica, ma per evitare strafalcioni. La psichedelia si fa sentire nelle perpetue ripetizioni vocali e nelle evidenti giustapposizioni di parole che viste da lontano sembrano cozzare sonoramente.

Ok, il sapore di Beatles è sempre lì, pronto a infilarsi nelle papille gustative, eppure va bene così.

Questo (secondo noi) è uno di quegli album che le band sfornano per esigenze espressive, quasi dovessero espletare le proprie funzioni intestinali con grandissima urgenza – solo che il prodotto finale non ha niente a che fare con l’apparato digerente.
Vista da siffatto punto di vista, allora, ogni cosa acquista un senso e ciascuno è più incline ad accogliere la proposta.

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