Home > Interviste > Dragonforce: True fucking loud

Dragonforce: True fucking loud

Non poco pretenziose le parole di Herman Li, lung(hissim)ocrinito chitarrista degli inglesi DragonForce. Deve essere stato difficile crescere suonando power metal in un paese restio a queste sonorità come quello anglossassone, dunque la band ne è uscita più forte che mai, una volta superati gli ostacoli iniziali. Forte e convintissima nei propri mezzi, leggere per credere!

Heilà Shred, Prima di parlarci del nuovo album “Sonic Firestorm”, perché non ci fai un riassunto dei risultati che avete ottenuto con “Valley Of The Damned”?
Il feedback è stato molto buono quasi ovunque ed ha causato anche una certa eccitazione in giro l’anno scorso. Abbiamo fatto alcuni grandi concerti e siamo andati in tour in Giappone e Thailandia per terminare il tour a supporto di “Valley Of The Damned”, tutto ciò soli 3 mesi prima dell’uscita di “Sonic Firestorm”. Siamo stati molto occupati, un lavoro non stop per la band. Anche le vendite dell’album sono state molto buone, anche se ovviamente abbiamo avuto qualche lamentela, gente che lo reputava troppo veloce, con troppi assoli e cose del genere. Fondamentalmente quelli che non lo apprezzano si sono lamentati di tutte quelle cose che ci distinguono dalle altre band. Addirittura alcuni si sono lamentati del fatto che c’erano troppe chitarre, non capisco perché ascoltino metal, le chitarre sono il metal! Non si riesce comunque a soddisfare tutti quanti! La cosa bella e che noi abbiamo i nostri fan affezionati che ci amano, dato che non riescono ad avere quello che suoniamo noi da altri gruppi. Si può avere il sound unico dei DragonForce soltanto nei nostri dischi. La stessa cosa quando si assiste ai nostri show, non suoniamo dal vivo come le altre band. Siamo stati votati come terza migliore promessa sul magazine giapponese Burrn, dietro a band più commerciali come The Darkness ed Evanescence. “Valley Of The Damned” è all’undicesimo posto come miglior album del 2003 ed io sono stato anche votato come trentaduesimo miglior chitarrista, davvero una bella sorpresa.

Siete originari di Londra, luogo attualmente non molto ben disposto verso il metal classico, è cambiato qualcosa musicalmente nella vostra città dopo la vostra crescita esponenziale? In Italia si dice che nessuno è profeta in patria, sembra essere vero nel vostro caso…
Abbastanza divertente, sì! Il nostro ultimo show di supporto a “Valley Of The Damned” è stato proprio a Londra ed è andato sold-out addirittura prima del giorno del concerto. Il posto era incredibilmente pieno, c’è stato parecchio stage diving, crowd surfing e persino Sam è stato gettato dal palco un paio di volte mentre suonava. La scena sta decisamente crescendo sempre di più in Inghilterra ed anche la stampa si sta interessando a noi. Comunque sono quattro anni che suoniamo qui, e non è certo stato sempre così.

Adesso avete dei veri inglesi in formazione… gli stranieri che potevano suonare power metal erano già finiti? (ride)
Che cazzo vuol dire “veri”? (ride) Chi se ne frega da dove vengono? Alla fine tutto sta nel fatto che sanno suonare o meno. Adrian suonava già con noi come session man fin da prima che l’album di debutto fosse registrato! Dave si è aggiunto qualche tempo fa e spacca veramente il culo, ci ha aiutati a portare la band ad un altro livello. Basta ascoltare la batteria sul nuovo album…

Quanto è diverso registrare un album di debutto essendo degli sconosciuti e registrare un seguito quando si è una sorta di new sensation?
Be’, questa volta avevamo più esperienza, però in qualche modo si è rivelato duro come al solito. È perché ci spingiamo sempre al limite per quanto possibile, ogni volta che registriamo ed ogni volta che suoniamo dal vivo. Quest’album è migliore del nostro debutto in ogni senso che riesca ad immaginare, si può sentire come la band si è evoluta ad un livello superiore. La produzione dell’album è impressionante. Non siamo riusciti a dormire gli ultimi giorni di registrazione, ma la pressione viene da noi stessi, sta nel cercare di fare cose sempre migliori di quelle che abbiamo fatto.
[PAGEBREAK] Perché una persona che ha comprato “Valley Of The Damned” dovrebbe comprare “Sonic Firestorm”, e perché dovrebbe farlo invece una che non lo ha fatto?
“Sonic Firestorm” porta tutto il cosiddetto genere melodic/speed/power metal ad un altro livello, mai visto prima. Rompe tutti i limiti e le convenzioni attuali in campo power, non c’è nessun altro album così là fuori. Coinvolgente, molto più veloce, superiore in qualsiasi cosa! Questa volta abbiamo davvero portato la musica oltre, se me lo chiedi. Hai mai sentito blast beat e graffianti chitarre gemelle nel modo in cui li uniamo noi? Ho qualche dubbio (ride) Oppure i blast beat durante il coro con il cantanto melodico. Pur avendo molta varietà nel corso dell’album, il sound rimane comunque DragonForce, perciò l’album non sembra una compilation, con copiature di altre band nelle varie diverse canzoni.

Perché suonare power metal dovrebbe avere ancora un senso?
Il fatto che suoni un certo tipo di metal, o di musica, non vuol dire che non puoi essere originale all’interno di quel genere. Voglio dire, devi chiamare la tua musica con il nome di un genere, anche se molti musicisti lo odiano, devi farlo per ragioni di mercato. Molti pensano che soltanto per il fatto di suonare power o speed metal non puoi essere originale, stessa cosa per hard rock, progressive, black o death. Cazzate! Non importa che genere suoni, puoi lo stesso essere originale. Guardati intorno, ci sono molte band che suonano un certo genere e che hanno portato oltre i suoi limiti. Mi ricordo quando i Dream Theater uscirono con Images & Words e molta gente disse che si trattava di cloni dei Rush. È ovvio che non lo sono, ma credo che ci voglia un po’ di tempo perché la gente lo possa riconoscere, o meglio lo possa ammettere! La musica che suoniamo non si conforma per nulla agli attuali trend power-melodic-speed metal. Basta guardare a fondo: la velocità, il drumming estremo, le fantastiche doppie chitarre, il cantanto, e molte altre cose costituiscono una combinazione mai prodotta prima. Chiamatelo Extreme Power Metal! (ride)

Avete un approccio molto ironico nei confronti del classico look metal. Preferiresti suonare sul palco assieme a Tobias Sammet ed i suoi pantaloni muccati, oppure con Rob Halford tutto vestito di pelle nera?
Con nessuno dei due.

Dovreste suonare al Gods Of Metal, questo Giugno in Italia. Ci sono sempre della band che saltano all’ultimo minuto, vorresti che una di quelle fosse la vostra? (ride) No, ok, seriamente, sei curioso del pubblico italiano? Cosa ti senti di promettergli?
Sono già stato al Gods Of Metal e so che il pubblico italiano è molto appassionato. Sarà molto bello e spaccheremo sicuramente il culo. Una promessa? Be’, prometto che vi spazzeremo via! (ride) Seriamente, sono serio.

Qual è la domanda più stupida a cui hai dovuto rispondere in sede di intervista? Mi raccomando, non rispondere “questa domanda” (ride)
Non saprei, ce ne sono così tante. Al momento potrei dire “Riuscite a suonare così veloce dal vivo?” oppure “Riuscite veramente a suonare queste canzoni dal vivo?”. Ovviamente! Siamo stati sempre in tour da quando la band è nata ed abbiamo fatto tantissimi concerti. Voglio dire, come può pensare le gente che la Noise ci avrebbe messi sotto contratto se non avessimo saputo suonare?! Saremmo qui ancora a suonare e saremmo andati in Giappone dopo soltanto un album? Ci sono perfino dei video che ci ritraggono dal vivo online da circa un anno sul nostro sito! Suoniamo le nostre canzoni anche più velocemente quando corriamo e saltiamo sul palco. Comunque la risposta avrebbe dovuto essere, come hai indovinato “questa domanda!” (ride)

Ok, è tutto, lasciaci con un annuncio true fucking loud (ride)
Andate su www.dragonforce.com. Ascoltate “Sonic Firestorm”, vi spazzerà via. E venite ad essere spazzati via anche al Gods Of Metal a Giugno, manterrò la mia promessa! (ride) FUCK YEAH!

Scroll To Top