Home > Recensioni > Drammagothica: Ira

Gothic-metal da manuale

Attivi fin dal 2001 e originari della provincia di Benevento, i Drammagothica esordiscono in questo 2008 ormai in dirittura di arrivo con il loro primo LP autoprodotto dal titolo “Ira”, che segue il demo del 2006 “Inver No”, registrato dopo varie esperienze live.
Trattasi di gothic-metal allo stato puro, supportato dalla consueta alternanza di voce femminile soprano, quella di Laura Santangelo, e voce maschile growl, quella di Luca Lombardi, arricchito da orchestrazioni classicheggianti e sinfoniche. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole.

Un album sicuramente apprezzabile, ma di certo niente di sbalorditivo, niente che possa farli emergere all’interno di un genere forse un po’ consumato e bisognoso di uscire dai cliché.
Anche le tematiche affrontate nel songwriting sono abbastanza scontate e ruotano tutte intorno al solito dissidio interiore popolato da rabbia, smarrimento, frustrazione, che più o meno frequentemente abita in ognuno di noi. [PAGEBREAK] “Ex Tenebris Oritur Obscuritas” è l’intro acustico che anticipa “Canticum Morti”, dove la voce growl di Luca Lombardi la fa da padrona. Il terzo brano è “Last Breath”, dove melodia e voce si intrecciano e si fondono dando luogo a sei minuti e mezzo di orchestrazioni epico-sinfoniche.
Laura Santangelo dà continua prova della sua indiscutibile bravura vocale, soprattutto in pezzi quali “Void”, “The Oblivion’s Cradle” e nella dolce e suadente ballata “Her Ghost”.

Sulla carta non manca nulla ai Drammagothica per esser riconosciuti e stimati in qualità di musicisti e artisti capaci di evocare le atmosfere oscure, lugubri e travolgenti del genere di appartenenza, anche la cover-art è in perfetto stile vampiresco.
Manca però quel quid in grado di attirare particolare attenzione e stupore. Magari semplicemente non c’è, magari è solo questione di tempo.
Noi siamo qui e possiamo aspettare.

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