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Un tentativo

Ci hanno provato e non senza risultati. Quel che resta però è un unico prezzo di prestigio e tanto materiale accessorio, che definirlo filler ci fa sentire severi, ma definirlo valido ci fa sembrare ingenui. Quello che i Dream Steel hanno da offrire è tutto nel piacevolissimo pezzo “The Flight Of A Butterfly”, calda e corposa cavalcata melodica che conferisce al platter un’apertura sontuosa e di spessore. L’inizio, forse non dei più originali, è senz’altro brillante, il proseguio è tutto o quasi due o tre gradini al di sotto. Non è un caso infondo se in dieci tracce due siano degli intro e altre due siano per l’appunto “The Flight Of A Butterfly” (riproposta in chiusura in versione radio edit). “Lost” è forse l’unico altro episodio a tirarsi fuori da un cesto di frutta di stagione dal sapore gradevole ma fin troppo noto. Problemi di assuefazione con il metal melodico cui si deve prestare attenzione in fase di songwriting. Fra strutture neoclassicheggianti e verve progressive non c’è molto altro da segnalare, eccezion fatta per la fiacchezza dell’artwork.

Ci hanno provato perché se viene fuori un pezzo che funziona bene come il singolo da oltre sette minuti presente sul disco, qualcosa di vincente c’è. Qualcosa però.
Da aggiungere al fascicolo de “Gli Incompiuti”.

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