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    Dream Theater

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Greetings from Europe!

Per un’occasione importante ci va un disco importante, e il tour europeo di supporto ad “Images and Words” era, pe ri Dream Theater, un’occasione importante. E sebbene quello in oggetto sia solo un EP, rimane comunque una delle migliori testimonianze live del Teatro del Sogno, con una band precisa e sciolta come sempre, e un James Labrie, che più avanti nel tempo diventerà (terribile) il vero punto debole delle prove dal vivo della band, in forma smagliante, quasi migliore che sul CD in studio (“Surrounded”, per esempio).
La tracklist del disco si apre con “Metropolis Pt.1: the Miracle And the Sleeper”, canzone diventata ormai colona portante della reputazione e dei live-set della band, qui eseguita in maniera piuttosto fedele all’originale su studio-album. Segue “A Fortune In Lies”, da”When Dream And Day Unite”, primo album della band, a costituire uno dei due momenti in cui si potranno saggiare le canzoni di quel disco eseguite dalla formazione storica (quella dal ’91 al ’94, con Labrie e Kevin Moore ancora in line up), dallo stesso platter viene infatti tirata fuori anche “Another Hand-The Killing Hand”, modificata nell’arrangiamento, ma comunque molto efficace. Due ottime versioni che placano come possono la sete di coloro che vorrebbero sentire tutto “WDADU” ri-registrato con la line-up di “Images And Words”.
Da segnalare rimane “Bombay Vindaloo”: una jam improvvisata, ma di quelle belle, fatte con gusto e felling, che non annoia, che ostenta sì abilità tecniche ammirevoli, innate e soprattutto affinate da esercizio e determinazione, ma risultando comunque tanto interessante quanto godibile, oltre che provarci la compattezza e coesione della band.
Chiude le danze la sesta traccia, il primo singolo di “Images And Words” e il primo video clip della band: “Pull Me Under”.
Un disco molto interessante davvero, soprattutto perché è un’ottima testimonianza live di un’ottima band formata non ancora da 5 rockstar, ma da cinque ragazzi a cui piace suonare insieme agli altri il proprio strumento.

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