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Dream Theater: progressivamente unici

I Dream Theater stanno girando America e Europa con il tour 2014 “Along for the Ride“. Gli alfieri del prog-metal arrivano anche in Italia con 4 imperdibili date, e dopo Milano e Firenze, eccoli finalmente a Roma. La formula scelta è la già collaudata “A night with…”, dove per oltre tre ore suonano solo loro, senza gruppi di supporto.

Alle 20:30 esatte, le luci si spengono e lo show ha inizio: si parte con” False Awakening Suite” e sullo schermo, una serie di immagini animate delle copertine dei loro dischi, realizzati in oltre 30 anni di musica. Poi è la volta della granitica “The Enemy Inside“, ma purtroppo, l’acustica del palazzetto mostra qui tutti i suoi limiti. A partire dalla successiva “The Shattered Fortress”, la situazione migliora un po’, ma i riverberi, impediscono di gustare appieno tutte le complesse sfumature del loro sound. La scaletta alterna brani del recentissimo omonimo album, con altri più vecchi. Novità di questo tour, è la sostanziale immutabilità delle canzoni suonate per tutte le date, che pare sia stata una richiesta dell’ultimo arrivato, il batterista Mike Mangini. Il primo atto si chiude con “Breaking All illusions”, uno dei brani più significativi di “A Dramatic Turns of Events”.

Dopo una pausa di 15 minuti, impreziosita da una serie di spassosi video realizzati soprattutto da fan, i Dream Theater aprono il secondo atto con la portentosa “The Mirror”. Come su disco, quasi attaccato il brano successivo: “Lie”. A questo punto il cantante, James Labrie, ricorda che proprio quest’anno, festeggiano i venti anni di “Awake” e i 15 di “Metropolis 2000: Scenes from a Memory“.

Anticipa in questo modo, che buona parte della seconda parte, sarà caratterizzata da brani di questi due album, tra i preferiti dai fan. Prima dell’unico brano recente di questa sezione, “Illumination Theory”, c’è la sorpresa di questo tour. Tutti i loro concerti sono caratterizzati da qualche perla. Ad esempio, alcuni anni fa, sempre a Roma, come ‘cappello’ di In the Name of Gods, il tastierista Jordan Rudess eseguì alcune note della superlativa Impressioni di Settembre, della Premiata Forneria Marconi. Questa volta, la sorpresa riguarda un loro brano: la struggente “Space-Dye Vest“, canzone che chiude “Awake” e che fu una specie di addio del tastierista Kevin Moore, che la scrisse e lasciò la band.

I bis sono totalmente dedicati a “Metropolis 2000: Scenes from a Memory”. A partire da “Overture 1928″, fino alla romantica “Finally Free”, che chiude il concerto. I nostri salutano ogni angolo del palazzetto, poi le foto di gruppo e c’è anche tempo per un simpatico siparietto, con protagonista John Petrucci, molto divertito da un manifesto a lui dedicato. Le luci si accendono e parte un video stile titoli di coda di film, con la scaletta e “Illumination Theory” di sottofondo.

Concerto bellissimo ed emozionante. Molto riuscita anche la scenografia e i video che hanno accompagnato l’esecuzione dei brani. Scaletta che ha fatto contenti davvero tutti, nonostante l’assenza di tracce del disco più noto: “Images and Words”. Ma oltre alla indiscutibile tecnica dei componenti, la genialità delle composizioni, un’altra forza del gruppo sta nella capacità di riuscire a comporre così tanti ‘cavalli di battaglia’. Al prossimo sogno!

Scaletta:
False Awakening Suite
The Enemy Inside
The Shattered Fortress
On the Backs of Angels
The Looking Glass
Trial of Tears
Enigma Machine (con assolo di batteria di Mike Mangini)
Along for the Ride
Breaking All Illusions

The Mirror
Lie
Lifting Shadows Off a Dream
Scarred
Space-Dye Vest
Illumination Theory
Bis:
Overture 1928
Strange Déjà Vu
The Dance of Eternity
Finally Free
Illumination Theory (Outro)

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