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    Driller Killer

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Metalpunks fuck all!

Se vi aspettate contorsioni geometriche jazzate, questo è il disco sbagliato. Se vi aspettate testi romantici e pieni di fragile malinconia gotica, avete sbagliato tutto. Se, al contrario, avete bisogno di un sonoro calcio nei denti, ecco a voi i Driller Killer! Non sono un gruppo di primo pelo, non sono sbarbati alla ricerca di fama e gloria nel vano tentativo di suonare più forte e più pesante di tutti. No, questi brutti ceffi hanno condiviso split con gli Impaled Nazarene e sono in giro quasi da un decennio e con all’attivo sei dischi. Scopo riconosciuto: spaccarvi il culo.
E lo fanno alla grande, bisogna dirlo. Non ci sono spericolate innovazioni all’orizzonte (nemmeno la fusione death svedese/HC dei Darkest Hour), il disco è nipote (sarebbe meglio dire figlio, o, addirittura fratello) di quell’incestuosa contaminazione tra punk e metal portata avanti nel passato da Corrosion of Conformity, Discharge, D.R.I. o Sepultura. Crustcore, Punkmetal, chiamatelo come vi pare, lo dicono anche loro, quel che conta è che vi ritroverete ben storditi ad ascoltare il disco tutto d’un fiato. Se siete fanatici del binomio metal punk o se, semplicemente, avete voglia di un disco sincero, sapete dove andare a parare. L’unico rammarico è quello di non aver potuto leggere i testi, che sicuramente saranno stati pregni di messaggi politicamente scorretti nella migliore tradizione di band di questo calibro. Se siete fanatici di Slipknot e Soulfly fareste meglio a darvi una ripassata a questo disco, ma scommettiamo che non arriverete alla fine interi?

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